Conte replica a Mauro: “Il perché degli infortuni? Cerchiamo di fare domande serie sennò diventiamo ridicoli”
A Sport Mediaset a fine partita: "La spiegazione? Dobbiamo andare al santuario a pregare. Quello che stiamo facendo quest'anno è straordinariamente incredibile, in positivo"

Ar Udine 14/12/2025 - campionato di calcio serie A / Udinese-Napoli / foto Andrea Rigano/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Conte replica a Mauro: “Il perché degli infortuni? Cerchiamo di fare domande serie sennò diventiamo ridicoli”
Antonio Conte ieri sera negli studi Mediaset ha replicato a Massimo Mauro che dopo la sconfitta ai rigori col Como gli ha chiesto del perché dei tanti infortuni e se poteva promettere che ora il Napoli tornerà a lottare per lo scudetto.
Massimo Mauro a Conte: “Ora che avete una partita a settimana puoi promettere ai tifosi che tornerete a lottare per lo scudetto? E poi, avete scoperto come mai tutti questi infortuni?”
La risposta del tecnico: “Ma che domanda è? Con tutto il rispetto, ci conosciamo anche. Come puoi prevedere l’infortunio di Di Lorenzo, quello di Lukaku o di De Bruyne che si sono rotti i tendini. O Gilmour che aveva un problema pubalgico e si è dovuto operare e quindi stare fuori tre mesi. La spiegazione? Che dobbiamo fare? Dobbiamo andare al santuario a pregare e sperare… Sono infortuni che ti gravano, stare fuori sistematicamente con sette giocatori importanti è dura. È normale che giochino sempre gli stessi e poi quando arrivano i normali problemini diventano sanguinari perché si sommano ai lungodegenti. Parliamo di qualcosa che non penso sia successo ad altri. C’era il mercato, ma non potevamo fare niente, solo a costo zero, hanno cercato di portare due ragazzi nuovi per darci una mano. Quello che stiamo facendo quest’anno è straordinariamente incredibile, in positivo”.
E poi: “Lo scudetto? Ma quale scudetto, siamo a 9 punti dall’Inter e con diverse squadre in corsa. C’è il Milan, c’è la Juve, la Roma, lo stesso Como. Cerchiamo di fare anche domande serie perché altrimenti diventiamo ridicoli”.










