Il Cio vieta all’Ucraina il casco commemorativo degli atleti uccisi in guerra: “è propaganda politica” (Guardian)

L’atleta ucraino di skeleton Heraskevych voleva usare un “casco della memoria” con le foto dei morti in guerra. Il Cio lo autorizza al contentino della fascia nera.

Ucraina Cio

Ukraine's Vladyslav Heraskevych takes part in the skeleton men's training session at Cortina Sliding Centre during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games in Cortina d'Ampezzo on February 9, 2026. FRANCK FIFE / AFP

Alina Peregudova, sollevatrice di pesi. Pavlo Ishchenko, pugile. Oleksiy Loginov, giocatore di hockey su ghiaccio. Ma ce ne sono anche altri: l’attore e atleta Ivan Kononenko, il tuffatore e allenatore Mykyta Kozubenko, il tiratore Oleksiy Habarov e la ballerina Daria Kurdel. Atleti ucraini che alle Olimpiadi non ci sono. Sono morti. Uccisi in guerra. Vladyslav Heraskevych, atleta ucraino impegnato nello skeleton, li ha voluti portare con sé alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Se li è messi sul casco. Ma ora il Cio (il Comitato Olimpico) ha detto che no, quel casco non può utilizzarlo. L’Ucraina ha presentato ricorso. Per la dirigenza ucraina a Heraskevych doveva essere permesso di utilizzare il suo “casco della memoria”. Il ricorso è stato respinto.

Racconta il Guardian:

Heraskevych, che aveva esposto un cartello con la scritta “No War in Ukraine” alle Olimpiadi di Pechino pochi giorni prima dell’invasione russa del 2022, aveva detto che intendeva rispettare le regole olimpiche che proibiscono dimostrazioni politiche nei luoghi di gara, pur assicurando che la situazione dell’Ucraina rimanesse visibile durante i Giochi.

La regola 50.2 della Carta Olimpica afferma:

“Nessun tipo di dimostrazione o propaganda politica, religiosa o razziale è permesso in nessun sito olimpico, impianto o altra area.” 

Ricordare i morti è politica? Sì ma non è propaganda.

L’Ucraina presenta ricorso al Cio

Prosegue il Guardian:

“Il Cio ha respinto il ricorso affermando che violava le sue regole in materia di espressione politica ai sensi dell’articolo 50.2 della Carta Olimpica. Tuttavia, il portavoce del Co, Mark Adams, ha affermato che avrebbero fatto un’eccezione consentendo a Heraskevych di indossare una fascia nera al braccio in gara”.

Ha affermato Adams:

“Ieri sera si è tenuto un incontro informale con il signor Heraskevych, il suo allenatore e la delegazione, e abbiamo ribadito la nostra comprensione del desiderio dell’atleta di rendere omaggio ai suoi colleghi atleti ucraini, cosa che ha fatto durante gli allenamenti e sui social media

Quello che abbiamo cercato di fare è stato rispondere ai suoi desideri con compassione e comprensione. Non gli impediremo di esprimersi nelle conferenze stampa, nella mixed zone e altrove. E crediamo che questo sia un buon compromesso”.

Ma Heraskevych non ci sta ed ha espresso chiaramente la sua frustrazione per la posizione del Cio.  “Una decisione che mi spezza il cuore”, ha scritto. “La sensazione che il Cio stia tradendo quegli atleti che hanno fatto parte del movimento olimpico, impedendo loro di essere onorati nell’arena sportiva dove non potranno mai più mettere piede”. 

 

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