De Zerbi resta a Marsiglia, ferma i rumors ma non le critiche sui suoi metodi
L'Equipe commenta la conferenza di ieri: "Il tecnico si è assunto le responsabilità del fallimento ma il fronte marsigliese non è poi così unito. Già a gennaio criticò la dirigenza dopo la sconfitta col Liverpool"

Dc Roma 07/03/2024 - Europa League / Roma-Brighton / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Roberto De Zerbi
Roberto De Zerbi, tecnico del Marsiglia, è intervenuto ieri in conferenza stampa e riportiamo qui di seguito un estratto significativo delle sue parole sul momento difficile che sta vivendo alla guida tecnica del club.
«Esonero o dimissioni? Io sono di nuovo qui, non c’è nulla da confermare o smentire. Con Pablo Longoria e Medhi Benatia (rispettivamente presidente e ds del Marsiglia, ndr) ne abbiamo parlato. Ci siamo incontrati per cercare di trovare la migliore soluzione possibile e l’abbiamo fatto. Io sono ancora qui. Mi hanno insegnato ad assumermi le mie responsabilità e non c’è nulla da confermare: ero l’allenatore dell’Olympique e lo sono ancora. Ho la forza di restare a Marsiglia per altri 5 o 6 anni perché ho la passione, mi piace qui. I giocatori mi sostengono e quello che mi dà fastidio sono le sconfitte. Non è una questione di passione, ma di impotenza. Sono sconfitte che lasciano il segno, ma i giocatori hanno grandi qualità umane e sportive.»
De Zerbi, non sembra che il fronte marsigliese sia poi così unito (Equipe)
Ne parlano così in Francia, su L’Equipe:
“Pare che il fronte marsigliese, dietro il celebre “Soli contro tutti”, non sia così unito. Venerdì, De Zerbi si è nuovamente assunto la responsabilità del suo fallimento – «È una mia responsabilità» – pur insistendo sul fatto che «quando perdiamo, perdiamo tutti, ma non tutti allo stesso modo, perché l’allenatore ha più responsabilità.»
De Zerbi, che si vanta di avere una squadra forte, approva anche tutti gli acquisti e contribuisce a questa instabilità cronica con il suo stile gestionale, ma a volte vorrebbe essere meno dipendente dai capricci del mercato, soprattutto quello estivo, che incide sulla sua preparazione. Lo ha visto chiaramente quest’estate, dopo la rissa tra Adrien Rabiot e Jonathan Rowe a Rennes.”











