Tiago Pinto (il diesse della Roma di Mourinho) in Premier è considerato il Re Mida del calcio europeo
Marca l'ha intervistato. A Roma prese Dybala a parametro zero e vendette giocatori per 160 milioni di euro. Ora sta facendo la fortuna del Bournemouth

2022 archivio Image Sport / Calcio / Roma / Tiago Pinto / foto Image Sport
“Io non faccio magie. Sono una persona molto normale”. Ve lo ricordate André Tiago Ferreira Pinto quando era Direttore Sportivo della Roma? In tre anni, dal 2021 al 2024 ha venduto giocatori per 160 milioni, e ha ingaggiato Dybala, Matic e N’Dicka a parametro zero. Oggi lo chiamano il nuovo “Re Mida” del calcio europeo. Fa il Presidente delle Operazioni Calcistiche del Bournemouth, e – scrive Marca che l’ha intervistato – “trasforma in oro tutto ciò che tocca”.
Tiago Pinto, nuovo Re Mida del calcio europeo
Si legge su Marca:
Con una laurea in Scienze dell’Educazione e un Master in Economia e Gestione delle Risorse Umane, è approdato al calcio quasi per caso, racconta a Marca: “Sono tifoso del Benfica da tutta la vita e, a 26 o 27 anni, ho tenuto un discorso critico a un’Assemblea Generale proponendo soluzioni per cambiare il club . Il presidente ha pensato: come fa questo ragazzo ad avere il coraggio di venire qui e parlare in quel modo? Ci siamo incontrati e sei mesi dopo mi ha assunto”.
Ha vinto 50 titoli come Direttore Generale di vari sport: basket, pallavolo, pallamano, ecc. E’ stato gli Direttore Sportivo più giovane nella storia del Benfica a 32 anni. “Essere un tifoso non mi ha aiutato. Ero sotto una pressione immensa . Quando abbiamo vinto, non ho provato felicità, ma sollievo”.
Nel 2021, come detto, passa alla Roma. “Avevo bisogno di andarmene perché non avevo una vita. Lavoravo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Avevo anche l’obiettivo di costruire una carriera internazionale e di lavorare in diversi paesi. A Roma avevamo una squadra capace di fare di più in Serie A, ma in Europa abbiamo fatto molto bene . Abbiamo raggiunto le semifinali di Europa League con Paulo Fonseca il primo anno, il secondo anno abbiamo vinto la Conference con Mourinho e il terzo anno abbiamo perso la finale di Europa League contro il Siviglia”.
Nel 2024 vola in Premier. Il Bournemouth è di gran lunga la squadra con il miglior equilibrio tra entrate e uscite in acquisti in questa stagione nel mondo del calcio: +160 milioni di euro. In due anni ha incassato 376,5 milioni di euro.
“Il nostro successo ha tre componenti. La prima è il proprietario. Bill Foley è molto intelligente e ambizioso. Un leader così ispira tutti. In secondo luogo, pur essendo un piccolo club, vorrei sottolineare la nostra struttura. Abbiamo grandi professionisti nel reclutamento, nel reparto medico… Questo ci permette di dedicare al benessere dei giocatori tempo che i club più grandi non hanno. Il terzo, e per me forse il più importante, è Andoni Iraola”.
“Puoi avere un club ben strutturato, molte risorse, buoni osservatori, un ottimo vivaio… ma se non hai un allenatore che tiene tutto insieme, è tutto inutile. È impossibile spiegare il successo del Bournemouth senza parlare di Iraola . Il modo in cui giochiamo e come ha fatto crescere i giocatori è la chiave. È facile dire che Huijsen è un giocatore fantastico, ma è stato Andoni a dargli spazio e ad aiutarlo a crescere in Premier League. Lo stesso vale per Zabarnyi, Kerkez…”
“Molte squadre vogliono trasmettere il messaggio che il club fa tutto e l’allenatore non fa nulla. Per me non è così”.
Incredibilmente, non è del tutto soddisfatto della cessione di Semenyo al City per 72 milioni): “Penso che non sia abbastanza. Se non avesse avuto una clausola rescissoria, avremmo potuto venderlo per di più. È un giocatore molto completo con capacità fisiche incredibili”.











