Trasferte vietate per i tifosi di Roma e Fiorentina fino a fine stagione
Nel provvedimento del ministero dell'Interno si fa riferimento ai gravi precedenti in Italia e all'estero delle due tifoserie

Inter Milans fans chant slogans and light flares outside San Siro Stadium prior to the Italian Serie A football match AC Milan vs Inter Milan in Milan, Italy on April 22, 2024 (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)
Stop alle trasferte dei tifosi di Roma e Fiorentina fino al termine della stagione calcistica. Il ministero dell’Interno ha preso questa decisione dopo gli scontri in autostrada tra tifosi della viola e giallorossi, avvenuti domenica scorsa. Nel provvedimento viene anche fatto riferimento ai gravi precedenti in Italia e all’estero delle due tifoserie. La stretta sulle trasferte arriva dopo che domenica scorsa, sull’autostrada A1 si sono verificati scontri tra ultras della Fiorentina e della Roma, in viaggio per raggiungere i luoghi delle trasferte delle rispettive squadre, a Bologna e a Torino. I tafferugli, nel corso dei quali sono state danneggiate alcune auto, sono scoppiati da tra l’autogrill Cantagallo e l’uscita per Bologna Casalecchio.
Lo scorso ottobre era arrivato il divieto di trasferta per tre mesi per i sostenitori di Pisa e Verona. Sarebbero scaduti giusto oggi, ma l’11 dicembre Piantedosi aveva sospeso il provvedimento per il “concreto ravvedimento delle tifoserie”. All’epoca era stata la Lega Serie A a presentare un’istanza al ministro, ma ieri lo stesso presidente Ezio Simonelli – con cui il Viminale è stato in contatto – ha auspicato provvedimenti duri.
Le parole di Simonelli: “Quello che è successo in autostrada, con gli scontri tra i tifosi è una cosa molto grave. Stiamo facendo tantissimo per costruire un’immagine pulita del calcio e queste cose assolutamente non aiutano. Anzi, ho mandato un messaggio di solidarietà che voglio qui rinnovare nei confronti della Polizia, per gli sforzi che fa nel mantenere l’ordine pubblico”. E ancora: “So che domani ci saranno anche delle riunioni su questo tema, però il calcio italiano non si può permettere di mischiare lo sport con questioni delinquenziali e con scontri che mettono a repentaglio la salute non solo di chi partecipa, ma anche di chi deve intervenire per sedarli”.










