Nel 2026 il mondo del calcio si scopre ancora sessista: le donne devono faticare di più per dimostrare il loro valore
Il reportage dell'Equipe: "Il calcio è ancora un universo ancora largamente maschile". Nel mondo giornalistico non va meglio: "Quando a intervistare è una donna, i calciatori rispondono con una certa ritrosia"

Mp Firenze 27/08/2023 - campionato di calcio serie A / Fiorentina-Lecce / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: Maria Sole Ferrieri Caputi
L’Equipe pubblica un duro reportage che dimostra quanto il sessismo sia ancora radicato nel mondo del calcio, soprattutto in Francia; le testimonianze sono piuttosto agghiaccianti.
Il sessismo è una piaga ancora molto radicata
Si legge sull’Equipe:
«Non è molto attenta. Ho l’impressione che parlasse di lingerie.»
«Sono stata chiamata “grassa p…” in un organo del calcio professionistico.»
«Una donna è fatta per mettere al mondo dei figli, con un bacino più largo. E il calcio non è fatto per i bacini larghi.»
Dai commenti di Daniel Bravo a beIN Sports rivolti a Gaëtane Thiney, direttrice sportiva del Paris Fc femminile, a quelli di Guy Roux sull’Est Éclair sulla morfologia delle donne che non permetterebbe loro di essere performanti nel calcio, passando per la testimonianza di Marie-Hélène Patry, delegata generale di Foot Unis, sul suo account LinkedIn, che rivelava di essere stata insultata durante una riunione di un organo federale, gli episodi si sono accumulati.
All’inizio del 2026, queste dichiarazioni hanno ricordato che il sessismo è ancora radicato nel calcio, mettendo in discussione la presenza delle donne in un universo ancora largamente maschile.
La testimonianza di Alexandra Collin e Laure Lepailleur
Alexandra Collin (31 anni), eletta miglior arbitro della stagione passata, ha preso il fischietto per caso. «A 13 anni non potevo più giocare con i ragazzi», racconta. «Non c’erano molti club femminili. Per me è stato un vero dispiacere dover smettere di giocare a calcio solo perché ero una donna. Per restare nel calcio c’erano due possibilità: arbitrare o allenare.»
L’ ex internazionale della nazionale francese, Laure Lepailleur sottolinea che possedere già qualità calcistiche evidenti ha facilitato la sua integrazione. “Con le competenze, imporsi è più facile e si diventa più legittime”
Questo implica che le ragazze o le donne non sono ancora accettate automaticamente e devono spesso dimostrare il loro valore
Nel mondo giornalistico
Come Vanessa Le Moigne, le giornaliste nel mondo dello sport, e in particolare del calcio, testimoniano le difficoltà incontrate. Nel mestiere da circa quindici anni, Jade (una giornalista che ha preferito restare anonima) ha percepito una certa «ritrosia» da parte dei calciatori nel rispondere al microfono, ma soprattutto ricorda di aver dovuto mettere in atto strategie per evitare avances opprimenti da parte di un superiore.
C’è veramente ancora tanto da fare.










