I Brahim Diaz del calcio, perseguitati da un rigore sbagliato. Trezeguet: «Mi consolò Maradona, Domenech non disse niente»

So Foot ha raccolto le testimonianze di chi c'è passato prima. Baggio: "Il rigore col Brasile è il più grande rimpianto della mia carriera. Non l'ho mai superato"

baggio Brahim Diaz

Pasadena (Stati Uniti) 17/07/1994 - finale Mondiali di calcio Stati Uniti 1994 / Brasile-Italia / foto Imago/Image Sport nella foto: Claudio Taffarel ONLY ITALY

Pensa essere Brahim Diaz. ora. Pensa esserlo stato, per davvero: esserci già passati. Sbagliare un rigore importantissimo ed entrare nella storia del calcio per il verso errato. “Non è né il primo né l’ultimo a vivere questo momento di profonda solitudine in un importante torneo internazionale”, scrive la rivista francese So Foot, che ha ripreso delle testimonianze storiche: “giocatori di ogni estrazione sociale riflettono sul momento che ha cambiato le loro vite, le loro carriere e, a volte, persino la storia stessa”. Qui ne facciamo un riassunto.

C’è Alberto Garcia Aspe, che sbaglia un rigore negli ottavi di finale del Mondiale 1994: Messico-Bulgaria: “È un ricordo terribile che la gente continua a rievocare, e mi accompagnerà per il resto della vita. Prima di quel giorno, non avevo mai sbagliato un rigore per la nazionale. Avevo chiesto all’allenatore di essere il quinto rigorista, così da poter studiare la tecnica di tuffo del portiere. Ma lui ha rifiutato. Ha insistito perché tirassi il primo rigore”.

Pierre Womé, qualificazioni alla Coppa del Mondo 2006: Camerun-Egitto (1-1): “All’inizio ho provato un vero shock, come se la terra mi stesse franando sotto i piedi… La parte peggiore è vedere i tuoi compagni di squadra a terra, con i corpi straziati dalle lacrime, inconsolabili. Pensi che l’arbitro non fischierà subito, che non sia successo. Beh, è ​​successo. Siamo stati eliminati. Quel giorno, abbiamo aspettato a lungo negli spogliatoi, sconfortati. Ognuno era nel suo angolo, sbalordito. I tifosi dei Lions erano furiosi. Hanno vandalizzato la mia casa, la mia macchina… Persino le mie sorelle e i miei fratelli mi hanno chiesto di spiegare come ho tirato il rigore…

Chris Waddle, semifinali della Coppa del Mondo 1990: Germania Ovest-Inghilterra. È una tristezza incurabile. Con i ‘se’, avrei lasciato che Gazza Gascoigne tirasse il quinto rigore, soprattutto come quinto rigorista, quello per i ragazzi con il ghiaccio nel sangue”.

Kolo Touré, Finale della Coppa d’Africa 2012: Zambia-Costa d’Avorio: “È stato un tiro da bambini. Gli zambiani hanno sbagliato il successivo; eravamo ancora in partita. Poi Gervinho ha tirato alto… Ecco. Ciò che mi ha rattristato non è stata la mancanza, ma vedere la coppa sfuggire a me e agli ivoriani, ancora una volta”.

Anthony Baffoe, Finale della Coppa d’Africa 1992: Costa d’Avorio-Ghana: “Tornato a casa, diventai il capro espiatorio. La stampa fece eco ai commenti dei veterani della squadra, dicendo che non avevo l’esperienza per essere il capitano ad interim e per battere un rigore…”.

Roberto Baggio, finale della Coppa del Mondo 1994: Brasile-Italia: “Da piccolo sognavo di vincere il Mondiale con l’Italia, contro il Brasile. Era il sogno perfetto, il mio sogno preferito. Solo che non sapevo come sarebbe finito. Beh, ecco qua: è finito nel peggiore dei modi. Ho sempre pensato che sarebbe stato meglio perdere quella finale 3-0 piuttosto che perderla ai rigori. Se perdi la partita, perdi la partita, è finita. Ma non c’è niente di più crudele. Un Mondiale, dopo quattro anni di ritiri, allenamenti, viaggi, partite… E lo perdi tutto in tre minuti di rigori?. Da allora, ogni volta che vedo calci di rigore, mi metto nei panni di chi li ha sbagliati. È il più grande rimpianto della mia carriera. Un’enorme fonte di amarezza. Non ho mai superato quell’episodio e non lo supererò mai. Ho imparato a conviverci. Cerco di non soffrirne troppo, certamente non più di quanto non abbia già sofferto. Ma ogni volta che ci penso, torna: è qualcosa che c’è. Una ferita che è lì, dormiente. Poi ne parlo, e quella ferita si risveglia…”.

Faruk Hadžibegić, quarti di finale della Coppa del Mondo 1990: Argentina-Jugoslavia. “Non mi sono ancora lasciato alle spalle quel rigore; ci penso ancora. È un momento che cambia la partita, un incidente che mi perseguiterà fino alla morte. Oggi affronto l’argomento con calma perché, in realtà, vivo con quel rigore come una maglietta che indosso ogni giorno. Alcuni tifosi dell’ex Jugoslavia dicono che quello che ho sbagliato ha causato la guerra nel Paese, ma non credo che abbia avuto un impatto così grande…”.

Maxime Bossis, semifinali della Coppa del Mondo 1982: Germania Ovest-Francia: “Pensavo alla mia famiglia, a mia moglie, alle mie figlie, che sarebbero state dispiaciute se avessi sbagliato… Ho deciso di tirare a sinistra venti secondi prima di mettere la palla sul dischetto del rigore. Quando mi sono avvicinato al dischetto del rigore, ho pensato: “Se sbaglio, cosa faremo?”.

David Trezeguet, Finale Coppa del Mondo 2006: Italia-Francia: Maradona, che era in tribuna quella sera, venne a consolarmi. Parlammo molto quella sera. Ero distrutto, soprattutto per i miei compagni di squadra, e devo ammettere che parlare con il più grande giocatore di tutti i tempi in quel momento mi aiutò ad affrontare la sconfitta. Quella sera, il più grande calciatore della storia venne a consolarmi, mentre Domenech non venne nemmeno a dirmi una parola…”.

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