Maldini: «Il nostro segreto? La mentalità, non accampare scuse o alibi»
Caressa: «Su Donnarumma la posizione potrebbe essere questa: ‘senti, noi siamo il Milan, questa è casa tua, ma noi siamo il Milan. Se va bene, questa è casa tua, altrimenti arrivederci» Maldini «Fai tu»

Ai microfoni di Sky, dopo la qualificazione in Champions, il dirigente del Milan, Paolo Maldini.
Alla luce di questo traguardo, è bello guardarsi indietro e dire che le scelte fatte erano buone?
«Nessuno può smentire il fatto che sia un traguardo meritato. Lo abbiamo fatto credendoci e soffrendo, siamo la squadra più giovane di Italia, dobbiamo far dimenticare quello che è stato il Milan di Berlusconi e quindi bisogna essere creativi. Questo gruppo lo è stato, la società è stata a supporto di questo lavoro. Il mister e i ragazzi hanno fatto un lavoro fantastico. La mentalità di non prendere scuse e alibi è stata fondamentale, è stato il nostro segreto».
Qual è stata la scelta più difficile da dirigente?
«I momenti difficili ci sono stati. Ma non abbiamo rimpianti, forse le cose addirittura potevano essere fatte meglio. Alla fine siamo stati premiati per le scelte fatte, non solo sui giocatori, ma anche quelle di comportamento, per come ci siamo posizionati nella comunicazione, questo ci ha salvaguardati anche nei momenti più difficili».
Che differenze ci sono rispetto a quando eri un giocatore?
«Rispetto a quando eravamo giocatori, le chiacchierate con i giocatori sono molto più frequenti, sono giovani, cerchiamo di coinvolgerli tutti al cento per cento, è la nostra sfida più grande. In più il Covid non ha aiutato. E’ un lavoro in cui ti dividi tra campo e scrivania, impari sempre, spero di farlo ancora a lungo».
Avete dimostrato molta vicinanza al tecnico, anche in momenti delicati.
«Non ci è mai stata la messa in discussione di Pioli, quello che ha fatto lo hanno visto tutti. Anche nei momenti di difficoltà siamo stati onesti nel dire le cose, abbiamo detto sempre la verità, anche se non abbiamo parlato tanto».
Su Donnarumma la posizione potrebbe essere questa: ‘senti, noi siamo il Milan, questa è casa tua, ma noi siamo il Milan. Se va bene, questa è casa tua, altrimenti arrivederci
«Fai tu»
Siete molto distanti?
«Stasera non posso dire niente, non sarebbe giusto».
Sulla qualificazione:
«Questo non è un punto di arrivo. Il Milan deve essere stabilmente in Champions League. Noi ci credevamo anche quando le cose non andavano bene. Si vedeva che i giocatori avevano le potenzialità per fare anche di più di quello che stavano facendo».











