Juventus-Napoli, il pareggio non è contemplato: non serve a nessuno

Allegri decide il futuro di Spalletti: "Danno la Juve per morta, ma io non ci credo. Spalletti è bravissimo, sa bene che cosa fare"

Juventus-Napoli, il pareggio non è contemplato: non serve a nessuno

Juventus coach Luciano Spalletti hugs Milan coach Massimiliano Allegri during the Serie A football match number 34 between Milan and Juventus at the Stadio Giuseppe Meazza in Milan, Lombardy, Italy, on April 26, 2026. (Photo by Matteo Bottanelli/NurPhoto) (Photo by Matteo Bottanelli / NurPhoto via AFP)

In Juventus-Napoli di stasera il pareggio non è contemplato. Non lo è per la Juve di Spalletti e non lo è per il Napoli di Allegri. Le due squadre sono appaiate in classifica ma già lontane da tutto: -11 da Inter e Lazio, in testa, e -6 dalla zona Champions. Lo scrive Xavier Jacobelli su Tuttosport, in un editoriale che parte da un’idea: il calendario, alla decima giornata, ha messo Allegri nella condizione di decidere il futuro di Spalletti.

“Le ragioni sono diverse, tuttavia, né la Juve né il Napoli possono permettersi di perdere e il pareggio non serve a nessuno, soprattutto se lassù sulla montagna Chivu e Gattuso continuano a scalare”.

Juventus-Napoli, perché il pareggio è una mezza sconfitta

Per la Juve il discorso è quasi culturale. Jacobelli ricorda una frase di Tacchinardi: “Se giochi nella Juve il pareggio equivale a una sconfitta”. Valeva ai tempi della gloria, oggi la Juve è un’altra cosa: sei anni, sei allenatori e tredici dirigenti dall’ultimo scudetto di Sarri. E Jacobelli è netto sulle responsabilità, come lo era stato Damascelli nei giorni scorsi, pur con una conclusione diversa:

“Il problema non è l’allenatore che fa i salti mortali senza rete per dare un senso a una stagione che, sinora, un senso non ce l’ha. Il problema sono quei giocatori, non tutti, però molti, che né il tecnico né Bremer possono portare in braccio”.

Per il Napoli il pareggio vorrebbe dire restare settimo, a guardare uno spareggio senza vincitori. E il paradosso sta tutto qui: a dover vincere per forza è proprio Allegri, l’allenatore che ha fatto del corto muso un marchio.

Allegri dal corto muso al largo muso

Jacobelli lo dice con ironia: Spalletti stasera gradirebbe anche una vittoria di corto muso, “proverbiale specialità del rivale recentemente convertitosi al largo muso, viste le tre partite grondanti gol in serie (4 al Bodø, 3 alla Roma e 4 al Monza)”. È il Napoli che ha fatto parlare di un Allegri che ha abiurato il corto muso, e che a Monza è sembrato tornato alle origini.

Allegri, dalla sua, ha tenuto alta la guardia alla vigilia, con un complimento al collega che è anche un avvertimento ai suoi:

“Danno la Juve per morta, ma io non ci credo. In momenti di difficoltà le squadre si compattano e Spalletti è bravissimo: sa bene che cosa fare”.

Stasera allo Stadium, con Allegri in tribuna per squalifica e Landucci in panchina, servirà vincere. Il pareggio, a Juventus e Napoli, non serve. L’editoriale completo è su Tuttosport.