Allegri ha abiurato il corto muso? Semplicemente non è un integralista che gioca solo in un modo (PODCAST)

Si fa la minestra con gli ingredienti che si hanno. Anche se Allegri una solidità difensiva deve trovarla: riparta dalle parole di Marianucci

Allegri ha abiurato il corto muso? Semplicemente non è un integralista che gioca solo in un modo (PODCAST)

German jockey Rene Piechulek rides on " Torquator Tasso " to win in The Prix de l'Arc de Triomphe horse race at The Paris Longchamp racecourse in Paris on October 3, 2021. (Photo by Christophe ARCHAMBAULT / AFP)

Resa? Tradimento culturale? Ma soprattutto, Allegri si è consegnato ai suoi avversari dialettici? Potremmo anche definirli politici, forse è più corretto. Nulla di tutto questo. Più che altro, presa d’atto della realtà e rifiuto dell’ottuso integralismo. Questo sta accadendo nel Napoli di Massimiliano Allegri.

Il dibattito è partito dopo le dichiarazioni di ieri sera di Landucci (suo storico vice) che al termine di Monza-Napoli 1-4 ha detto: “Prima ci criticavano perché vincevamo 1-0, ora ci criticano perché vinciamo 4-3”. E ancora, forse la risposta più emblematica: “No no, ce ne freghiamo della critiche”. Frase che ha mostrato il re nudo. Massimiliano Allegri soffre il clima che lo investe e perseguita da dieci anni. C’è un’ampia fetta dell’opinionismo calcistico che quasi stalkerizza il tecnico livornese, che lo rincorre additandolo come la radice di tutti i mali del calcio italiano. Che lo ridicolizza. Una versione caricaturale ma questo è il livello cui è ridotta la narrazione calcistica in Italia.

 

Allegri non è un integralista, non lo è mai stato

La realtà è che Allegri non è un integralista. Non lo è mai stato. È un uomo intelligente, ancor prima che un allenatore intelligente. Oltre a essere un grande allenatore, ovviamente. Allegri a Napoli si è trovato una rosa che non è stata composta da lui. Ha accettato di guidare il gruppo che lo scorso anno è arrivato seconda. Poi, nel corso delle settimane, sono emerse richieste di mercato non esaudite. Ma il livornese non è tipo da lamentarsi, almeno non in pubblico. Questo è il materiale che ha a disposizione e con questo lavora.

Ha cominciato il campionato. Ha perso in casa contro il Como a causa di due errori difensivi di cui uno macroscopico (di Rrahmani). Poi si è fatto rimontare dall’Inter dal risultato di 0-2, con tre gol a difesa schierata. Potremmo continuare a lungo tra gli errori di Venezia, col Villarreal fino alla partita con la Roma.

Allegri

Allegri deve fare la minestra con gli ingredienti che ha. È vero che lo scorso anno col Milan è riuscito fino alla trentesima giornata a erigere un muro difensivo efficace, ma quest’anno col Napoli non ce la fa. Almeno fin qui non ce l’ha fatta. Eppure progressi sono stati compiuti. Rafa Marin è diventato un titolare inamovibile. In poco tempo è riuscito a trasformare Badiashile in un centrale difensivo su cui poter contare. Poi, però, il centrale del Chelsea ha palesato la sua nota fragilità muscolare. Adesso è ricorso a Marianucci. Ma non può basare il napoli sul reparto arretrato.

Riparta dalle parole di Marianucci

È questo il motivo del cambiamento. Allegri sta provando a sfruttare le caratteristiche dei calciatori che ha disposizione. Nulla di più, nulla di meno.

Poi, chiaramente, un baricentro difensivo deve trovarlo. Altrimenti il Napoli non farà mai passi avanti in campionato. Non tutte le squadre sono il Monza. Allegri deve ripartire dalle parole di ieri sera di Marianucci: “Dobbiamo ritrovare il piacere di non prendere gol: più difendi bene, meglio attacchi”.   

Ecco, a nostro avviso Marianucci l’ha detto meglio rispetto a Landucci. È vero che conta sempre il campo ma ritrovarsi i nemici dialettici gongolanti mentre dichiarano: “Avevamo ragione noi, finalmente Allegri lo ha capito” non deve essere carino per Max.