Il problema della Juve non sono gli assenti ma i presenti. A partire da Spalletti (Damascelli)
Sul Giornale spara a palle incatenate: "Non c’è un solo calciatore che sia migliorato, non è questione di carattere o di cattiveria. Spalletti sta alla Juve come un rapper al concerto di capodanno".

Db Torino 17/08/2026 - amichevole / Juventus-Juventus Next Gen / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti
La Juventus di Luciano Spalletti è in piena crisi. I bianconeri, in ritiro fino alla gara di domenica sera contro il Napoli, sono ovviamente al centro di tantissime critiche.
Crisi Juventus, l’attacco di Damascelli: “Vado al sodo: la Juventus è finita”
Tra queste bisogna sicuramente inserire quelle di Tony Damascelli su Il Giornale:
“Vado al sodo: la Juventus è finita, quella di Spalletti e quella degli ultimi anni, gestioni contabili e tecniche, scriteriate, su tutto, la mancanza di una figura autorevole ed autoritaria: Boniperti, Giraudo, i due Agnelli, Gianni e Umberto. Eredi e successori si sono dimostrati o famigliari tifosi o manager incompetenti, alcuni con interessi privati. Il problema della Juve non sono gli assenti ma i presenti. La goffa elucubrazione di Genova (le parole di Spalletti nel post partita, ndr) è il sintomo di una confusione di idee o di una rassegnazione. Non c’è un solo calciatore che sia migliorato, non è questione di carattere o di cattiveria, fanno comodo quando spunta la crisi”.

L’articolo sul momento buio della Juventus si chiude così:
“Angelo Massimino, presidente del Catania, al ds che gli segnalava come alla squadra mancasse l’amalgama, replicò: «L’amalgama? Accattàmola!». Non c’è molta differenza con l’attuale stato delle cose juventine. Spalletti ha fatto il suo tempo a Torino, non perché non sia capace, serio, ma perché lui sta alla Juve come un rapper al concerto di capodanno”.