Il mercato “invisibile” del Napoli: pochi acquisti, ma a bilancio è un +12,15 milioni

Sono stati incassati 43,14 milioni di euro per plusvalenze di 25,59 milioni di euro. Per le casse azzurre il risparmio totale è stato di 35,27 milioni (Calcio e Finanza)

Il mercato “invisibile” del Napoli: pochi acquisti, ma a bilancio è un +12,15 milioni

Db Dimaro (Trento) 26/07/2026 - amichevole / Napoli-Carrarese / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Giovanni Manna

Il mercato del Napoli è stato più contabile che spettacolare. Il club ha chiuso la sessione estiva con due soli acquisti, Favasuli, ingaggiato dal Catanzaro con la formula del prestito con obbligo di riscatto, e Badiashile, arrivato dal Chelsea in prestito oneroso di tre milioni con riscatto fissato a 27. A questi vanno aggiunti i riscatti di Hojlund — costato 50 milioni complessivi — e di Alisson, per un investimento totale di 20 milioni sull’esterno.

Una sessione tutta improntata a cedere prima gli esuberi: ben 25 calciatori, come indicato da De Laurentiis il giorno della presentazione della prima maglia. Un taglio netto per far respirare il bilancio e le casse azzurre, “stressati” dal biennio della gestione Conte.

Napoli, plusvalenze per 25,59 milioni

Lukaku

Qui sta il punto che spesso si confonde. Il saldo dei cartellini — quanto investito in acquisti (circa 85,7 milioni) meno gli incassi delle cessioni (43,14) — è negativo per 42,56 milioni. Ma il saldo cartellini e l’impatto a bilancio misurano due cose diverse: il secondo tiene conto di ammortamenti, stipendi, plusvalenze e risparmi. E lì il segno si ribalta.

Plusvalenze per 25,59 milioni

Il ds Manna ha lavorato principalmente su questo aspetto. Dal capitolo cessioni sono stati incassati 43,14 milioni con plusvalenze per 25,59 milioni, come scrive Calcio e Finanza. Ma non è tutto: il risparmio è di altri 35,27 milioni se si aggiungono gli stipendi risparmiati e gli ammortamenti dei cartellini, che in casa azzurra hanno una quota decrescente (le prime due stagioni pesano di più rispetto agli altri club).

E così, tra plusvalenze e risparmi, l’effetto positivo stimato sul bilancio 2026/27 ammonta a 60,86 milioni. Una cifra che, al netto degli oltre 48,71 milioni di maggiori costi generati dalle entrate, consente al club un beneficio netto di 12,15 milioni sul conto economico.

Plusvalenze napoli

Da cosa nascono i 48,71 milioni di costi in entrata

Sul fronte acquisti, il peso maggiore non è il prezzo del cartellino ma la somma di ammortamenti (28,78 milioni)costo dei prestiti (3) e stipendi lordi dei nuovi (16,93). L’operazione più onerosa sul conto economico è proprio Hojlund, il cui ammortamento a quote decrescenti incide parecchio nella prima stagione.

Le cessioni: da Lukaku e Gutierrez ai tanti esuberi

Le due uscite più rilevanti sono state quelle di Lukaku, al Fenerbahçe, e di Gutierrez, al Bayer Leverkusen. A titolo definitivo sono partiti anche Cheddira (Avellino), Hasa e Zerbin (Frosinone); in prestito Ngonge e Folorunsho (Monza), Cajuste (Malaga) e Lindstrom (Salisburgo). In rosa sono invece rientrati dai prestiti Lang (Galatasaray), Rafa Marin (Villarreal), Marianucci (Torino) e Lucca (Nottingham Forest).

L’effetto di lungo periodo

La conseguenza più importante è strutturale: l’assenza di grossi acquisti e il meccanismo di ammortamento a quote decrescenti permetteranno al Napoli di abbassare il costo della rosa già dal 2026/27. Sul campo il mercato ha diviso, ma sui conti — questa la lettura — è stato tutt’altro che casuale: prima far quadrare il bilancio, poi pensare alla rosa.