A Firenze hanno chiuso in casa i ragazzini per timore che Paratici li mettesse sotto contratto
Il nuovo "mostro" di Firenze: ha stordito il mercato comprando 14 giocatori nuovi, trattando la qualunque. Ha speso 150 milioni. Grosso chiede i documenti prima di fare partitella

Db Verona 0404/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Fiorentina / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Fabio Paratici
Ad un certo punto, i tardoadolescenti fiorentini hanno preso a disertare i muretti. A bucare i palloni. Al parco tutti piegati sui cellulari, per non tradire anche solo il sospetto di possedere un talento: il palleggio, i dribbling, il tiro, non sia mai. Che ne sai, dove si nascondono gli osservatori di Fabio Paratici. Le mamme, quelle più ansiose, ammonivano in pieno agosto: “Non accettare contratti dagli sconosciuti”. Oggi si respira un’aria di liberazione, a Firenze. Perché s’è chiusa la finestra del calciomercato e il Mostro s’è rintanato negli uffici del Viola Park: almeno fino a gennaio potrà andare a caccia solo di svincolati (mica è finita: stanno trattando Brozovic). La stagione della grande rivoluzione – la lunga estate delle firme – è finita. Nuova Fiorentina è fatta.
Paratici è la nemesi di Manna
Da queste parti, osserviamo con un certo straniamento la cronaca stordente delle trattative di Paratici. Ha fatto più operazioni lui in un mese che Manna da quando ha preso la licenza, scambi di figurine Panini compresi. Negli ultimi giorni ha rianimato i live dei siti sportivi aggredendo qualsiasi cosa si muovesse. Un cecchino. Se in Francia o in Portogallo, o in una qualunque serie minore d’Europa – i tentacoli della piovra s’infilavano ovunque – non si avevano notizie d’un laterale di spinta per qualche ora, tutti guardavano lì: il tabellone degli acquisti della Viola. In aggiornamento costante come quando a Roma Termini s’accumulano i ritardi a Ferragosto. La campagna acquisti della Fiorentina va richiamata per appello:
Christ Inao Oulaï dal Trabzonspor: 26 milioni.
Arthur Atta dall’Udinese: 25,00 milioni.
Mateo Pellegrino dal Parma: 22,50 milioni.
Beto dall’Everton: 18,00 milioni.
Viery dal Gremio Porto Alegrense: 15 milioni.
Giovanni Fabbian dal Bologna: 13 milioni.
Víctor Valdepeñas dal Castiglia: 8 milioni.
Alieu Njie dal Torino: 4 milioni, in prestito
Pedro Gonçalves dallo Sporting Lisbona: 2,5 milioni, in prestito con obbligo di riscatto a 22,5.
Álex Jiménez dal Bournemouth: 2 milioni, in prestito.
João Mário dalla Juventus: 1,8 milioni, in prestito.
Radu Drăgușin dal Tottenham: 1,50 milioni, in prestito.
Wilfried Gnonto dal Leeds: 1 milione, in prestito.
Franco Mastantuono dal Real Madrid, in prestito.
Marco Brescianini dall’Atalanta: 10 milioni.

Poi ci sarebbe l’elenco enciclopedico dei giovanotti in rientro alla base dai prestiti vari che non contano. Anche perché in lista ci possono andare solo 25 giocatori (esclusi gli under 22). E ovviamente Paratici – preso com’era dalla movimentazione agonistica degli asset – ha venduto anche tanto. Nelle pause pranzo, dicono corresse da Ikea a comprare mobili nuovi per cambiare l’arredamento dell’ufficio. Immarcabile. Spesa totale (secondo Transfermarkt): 150 milioni di euro. “Se tutti i riscatti dovessero essere messi a bilancio l’anno prossimo, si sfonderebbe quota 200”, postilla il Corriere dello Sport. Ieri Sky Sport la raccontava in grafica come “la più grande rivoluzione del secolo”. In Spagna si sono chiesti se non fosse il caso di sospendere Schengen fino a chiusura del mercato, altro che Ceuta.
A Firenze c’è aria di day after
Il day after è ovviamente quello della quiete dopo la tempesta. Della sedimentazione e delle analisi. Il raccolto va sgrezzato: lo stesso Grosso passerà le prossime settimane a chiedere i documenti prima di fare partitella. “E quello mo da dove è uscito?”. Nel frattempo la Fiorentina ha subito sette gol nelle prime due partite di campionato: quattro dalla Roma di Malen, tre dal Frosinone. Fonti che preferiscono l’anonimato per evidenti motivi narrano l’angoscia di De Gea incollato alle dirette del calciomercato: alla terza ala d’attacco acquistata in mezzora (Njie, Gnonto e Pedro Gonçalves) avrebbe chiesto ansimante alla compagna “quello difende, giusto? Dimmi che quello è un terzino di prego!”, prima di arrendersi agli stenti, scucchiaiando un chilo di gelato al pistacchio.
La Fiorentina è la nemesi del Napoli, quest’anno: i due parametri opposti della stessa scala aziendale. Hanno cambiato di fatto 14 giocatori su 25 (circa), il Napoli ha venduto e basta. La scorsa stagione aveva lasciato traumi irrisolti: l’incubo della B, il record di sconfitte, gli allenatori che non riuscivano a raccapezzarsi. Paratici è stato assunto proprio per fare il guastatore. Serviva evidentemente uno shaker. Nell’ottimistica ipotesi che assemblare tutti i pezzi possa produrre un beneficio qualunque. Se non qualche ora di terapia per Grosso. Osserviamo immobili, come d’autunno sugli alberi Manna.