Pagelle – Anguissa sembra un Cajuste qualunque. Inquietanti le amnesie difensive uguali a quelle di Genova

Il Como si specchiava in uno schermo 4K, mentre il Napule era fermo al televisore in bianco e nero. Al Napoli serve un decreto sicurezza

Pagelle – Anguissa sembra un Cajuste qualunque. Inquietanti le amnesie difensive uguali a quelle di Genova

Ni Napoli 30/08/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Como / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Anastasios Douvikas-Amir Rrahmani

Le pagelle di Napoli-Como 1-2, a cura di Fabrizio d’Esposito

MERET. Il primo tempo del Napule è ancora peggio di quello con il Genoa e la difesa non solo si arrende da subito alla meglio gioventù internazionale dei lacustri, ma s’impappina e s’incarta sui due gol presi. Il povero Meret si stende due volte invano. Epperò evita l’uno a tre poco prima del riposo (cabeza di Baturina), anche se qualche secondo dopo rischia di farsi passare sotto le braccia un’altra cabeza, quella di Nico Paz – 6

DI LORENZO. Stasera il caldo grondava acqua tra afa e umidità, il Como aveva un ritmo superiore e gli azzurri boccheggiavano senza idee e a casaccio compreso il Capitano dei Due Scudetti. La verità è che stasera è venuto fuori un dato strutturale che talvolta può diventare un problema: il Napule è anche una squadra anziana. Di Lorenzo ha 33 anni, come Na-Politano, e in più di un’occasione ha arrancato non poco – 5

RRAHMANI. Fossimo di destra (e non lo siamo, assolutamente), invocheremmo un decreto sicurezza per la difesa azzurra. Lo stesso Allegri è rimasto stupito dalla “passività” vista. Perdipiù, a mio giudizio, Amir fa l’errore peggiore nella triangolazione che conduce all’uno a due lacustre. L’unica cosa buona che combina è il servizio verticale per il gol del pareggio di Rasmus il Solitario. Per la cronaca: Rrahmani ha 32 anni – 4,5

RAFA MARIN. Qui l’età non c’entra. L’ispanico alterna sempre cose buone (anticipi e alcune marcature) e cose cattive. Tra queste ultime, c’è l’amministrazione titubante della pelota quando si tratta di avviare l’azione. Ed è lui peraltro a dare la palla ad Anguissa, in occasione del disastro dell’uno a due – 5

OLIVERA. Quell’iradiddio di Diao lo umilia in lungo e largo, andando a fare l’assist dello zero a uno oppure strappandogli la pelota come al 46’. L’uruguagio è catastrofico e si trangugia finanche due gol là davanti. E non ha manco trent’anni – 3,5

SPINAZZOLA dal 55’. Non tutti i vecchietti arrancano. Zio Spina (33 anni) è arzillo e pericoloso – 6

ANGUISSA. Non è più l’ovunquista di un tempo, assomiglia a un Cajuste qualunque. Per giunta il tormentone del contratto di Anguissa (30 anni) sembra quello del primarie del centrosinistra. E vedere Frattesi nella Lazio capolista che segna il suo secondo gol consecutivo qualche rimpianto lo suscita, come annota Bruno Frattasi – 4

Politano

NERES dall’80’. Rivederlo è tra le rare cose da salvare di stasera – senza voto

LOBOTKA. Ormai è l’Atlante che deve reggere da solo il peso del centro azzurro, più che ragionare e distribuire deve solo correre cercando di apparare guai e tamponare le voragini azzurre. Allo scadere del recupero, il Caro Lobo (31 anni) fa persino il gran gol del pareggio, vanificato dal quasi invisibile fuorigioco di Lucca – 6,5

McTOMINAY. Saranno le maledette vesciche ai piedi, ma sempre latitante è – 4

POLITANO. Esce dalla sua dimensione spettrale una sola volta, al 18’, quando crossa per la testolina di Lang – 5

DE BRUYNE dal 55’. Il più vecchio nonché il più arzillo di tutti, l’unico che tenta di creare qualcosa negli ultimi venticinque minuti – 6,5

HOJLUND. Dopo il terrore di quel cinque contro tre al 29’, cinque lacustri contro tre azzurri, Rasmus il Solitario s’inventa il pareggio in un momento più che critico del Napule. Per il resto, aspetta palle che non arrivano quasi mai – 6,5

LUCCA dall’80’. Si prende una cazziata da King Kevin perché non segue l’azione, epperò è lui, in fuorigioco per un’anticchia, che favorisce il gol annullato del Caro Lobo. Detto questo, inutile continuare il dibattito sterile su vizi, virtù e lacune della coppia Hojlund-Lucca. La realtà è questa e il Divo Aurelio quest’estate non voleva comprare nessuno – 6

LANG. Avesse segnato quel gol di testa al 18’, avrebbe messo il sigillo su un bel primo tempo, laddove è stato l’azzurro più pericoloso. Chi l’avrebbe mai detto – 6

ALISSON SANTOS dal 55′. Vivacità talvolta un po’ fumosa, però le ali sono l’unico problema che il Napule non ha, vivaddio – 6

ALLEGRI. A San Cesc dal Grande Futuro (secondo profezie e previsioni unanimi) deve far più paura Antonio Conte che Max Allegri. Chissà perché. Archiviato il catenaccio con palleggio al Maradona nella passata stagione, il Como vince meritatamente giocando bene, anche se in più di una occasione spreca in modo lezioso e arrogante. Stasera i lacustri si specchiavano in uno schermo 4K, mentre il Napule era fermo al televisore in bianco e nero. Certo, una partita storta a inizio campionato può capitare, ma inquietano la continuità con la partita di Genova, soprattutto in difesa, e le prossime partite (Inter e Arsenal). Perdipiù l’ammucchiata finale in attacco evocava la sinistra confusione del campo largo di Pd, M5S eccetera eccetera. In nessun caso, però, stasera ci siamo chiesti: “Perché Vergara non è entrato?”. Domanda inutile, buona sola per chiacchierare a vuoto – 4,5

ARBITRO PAIRETTO. Forse non sbaglia nulla, a parte la trattenuta su Lang (iniziata fuori dall’area lacustre) ma con quel cognome lì irrita lo stesso – 5

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Ritiene che il giochismo sia la malattia infantile del calcio e detesta la neo-lingua mediatica infarcita di braccetti, preventive, catene e seconde palle. Maradona è stato la sua linea d'ombra e suo figlio si chiama Diego Maria. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

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