“Sull’aereo non c’è spazio per le vostre carrozzine”: easyJet lascia a terra la Nazionale di calcio in carrozzina

Cinque atleti, il ct e undici carrozzine — alcune da gara, del valore di 15mila euro l'una — bloccati a Fiumicino a poche ore dall'imbarco. Un "sì" garantito ad aprile e poi rimangiato, e ora una battaglia legale.

“Sull’aereo non c’è spazio per le vostre carrozzine”: easyJet lascia a terra la Nazionale di calcio in carrozzina

C’è un volo che gli azzurri non hanno mai preso. Il EZY3132 delle 11.55, partito da Roma Fiumicino verso Glasgow, è decollato senza la Nazionale italiana di calcio in carrozzina elettrica (powerchair football). Come racconta Repubblica, gli atleti paralimpici sono stati lasciati a terra da easyJet poche ore prima dell’imbarco, con una motivazione che suona come una beffa: “Sull’aereo non c’è spazio per tutte le vostre carrozzine”.

Il torneo saltato: “Una bastonata”

Il risultato è che al Warm up World Cup di Glasgow — il torneo di preparazione ai Mondiali di ottobre in Argentina — in campo ci sono Francia, Inghilterra e Danimarca, ma non l’Italia. A raccontare lo sdegno è il capitano Simone Ranzato:

“Abbiamo dovuto rinunciare a uno dei tornei più importanti della nostra carriera. Per la squadra è una vera e propria bastonata. Lo scorso anno ci siamo qualificati ai Mondiali, scrivendo la storia. Ora ci negano la possibilità di giocare l’ultima manifestazione che li precede”.

Il “sì” di aprile poi rimangiato

Quello che fa più male è il senso di essere stati illusi. Secondo Fabio Rodo, manager del team e segretario generale della Federazione powerchair, la compagnia aveva dato garanzie con largo anticipo: “proprio loro ci avevano garantito, ad aprile, di poter imbarcare tutto il necessario”. Rassicurazioni ripetute più volte all’agenzia che aveva organizzato il viaggio, fino all’ultima pec rimasta senza risposta. In aeroporto, invece, il muro: niente da fare per le undici carrozzine (ogni atleta ne ha una per gli spostamenti e una da gara, che vale intorno ai 15mila euro), alcune persino smontate inutilmente dopo un arrivo con quattro ore d’anticipo.

L’unica soluzione offerta era inaccettabile: dividere la squadra, lasciando a terra un atleta e spedendo alcune carrozzine a Edimburgo. Un rischio doppio — smarrire materiale che “richiede sei mesi solo per essere ordinato” e costringere un atleta a fare scalo da solo.

 

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La causa e l’inchiesta dell’Enac

La Federazione ha annunciato querela. “EasyJet ci ha mentito”, accusa Rodo, che quantifica anche il danno: dodicimila euro di soli biglietti, più ottomila di spostamenti e pasti per atleti arrivati da Treviso, Brescia, Mantova. Durissimo Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico: “Un episodio vergognoso, che ci riporta indietro di decenni sul fronte dei diritti umani e sociali”. Non è la prima volta che De Sanctis rivendica per gli atleti paralimpici la stessa dignità di tutti gli altri.

Sul caso è intervenuto anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi — che di recente ha parlato del proprio ruolo nel mondo dello sport italiano — parlando di “fatto inconcepibile” e chiedendo un intervento immediato. L’Enac, per voce del presidente Pierluigi Di Palma, ha aperto un’indagine per verificare “eventuali inadempienze nelle procedure di prenotazione delle assistenze”: in caso di violazioni del Regolamento comunitario che tutela i passeggeri con disabilità, scatterà l’iter sanzionatorio.

La replica: “Profondamente dispiaciuti”

easyJet si è detta profondamente dispiaciuta”, annunciando un’indagine interna: “Rendere il viaggio aereo accessibile a tutti i passeggeri è una priorità”. Parole che però non cancellano la sostanza. Perché la vicenda tocca un nervo antico: quello del modo in cui lo sport, e la società, guardano agli atleti con disabilità. Loro, del resto, lo dicono da sempre, con l’ironia con cui rifiutano l’etichetta di “speciali” e con le battute con cui reagiscono agli ostacoli quotidiani. Ostacoli che a volte, come stavolta, hanno la forma di un aereo con le porte chiuse — mentre altrove lo sport paralimpico diventa persino strumento di propaganda. La partita più importante, ora, la Nazionale la giocherà in tribunale.