Napoli, la seduta pomeridiana a Dimaro: il colloquio Allegri-Chiavelli e un Hojlund “finalizzatore”. Problemi per Rafa Marin

Secondo giorno di lavoro in Val di Sole. Nel pomeriggio si è rivisto lo schema delle prime ore: squadra spezzata in gruppi, tanto lavoro con la palla e attenzione al modo di uscire dalla pressione avversaria. Con una partitella a chiudere e un piccolo allarme in difesa.

Napoli, la seduta pomeridiana a Dimaro: il colloquio Allegri-Chiavelli e un Hojlund “finalizzatore”. Problemi per Rafa Marin

Il Napoli in allenamento a Dimaro (William Scuotto - IlNapolista)

Sul campo di Carciato, a Dimaro, va in scena il pomeriggio del secondo giorno di ritiro del Napoli di Massimiliano Allegri. Dopo l’esordio di ieri, salutato dai cori dei tifosi, e la doppia seduta odierna, il lavoro entra nel vivo: e anche stavolta ci sono spunti che raccontano il metodo del nuovo allenatore.

Il colloquio a bordocampo con Chiavelli

Da segnalare, prima dell’ingresso in campo, un lungo colloquio tra Allegri e l’amministratore delegato Andrea Chiavelli, arrivato a bordocampo a Carciato. Un confronto diretto tra area tecnica e dirigenza che, in piena estate di mercato e con la rosa da sfoltire, ha il suo peso: è la conferma di quel dialogo continuo tra Allegri, lo staff e i vertici del club che il Napoli ha scelto come metodo di lavoro. In campo, intanto, spazio anche al vice Marco Landucci, con cui il tecnico si è confrontato più volte osservando le esercitazioni.

 

Due gruppi ed esercizi per superare la prima pressione

Come nelle sedute precedenti, la squadra è stata divisa in due gruppi, con casacche di colori diversi, su un campo ridotto delimitato dai cinesini. Il cuore del lavoro è stato ancora una volta l’uscita dal pressing: esercitazioni pensate per superare la prima pressione avversaria, muovendo palla e cercando l’uomo libero, con portiere, un regista e attaccanti fissi a completare la struttura. Un filo diretto con quanto visto già ieri e con la seduta mattutina, dedicata al lavoro per reparti e all’impostazione con la difesa a quattro.

Hojlund, la casacca verde del finalizzatore

Il dettaglio più goloso, però, riguarda l’attacco. Con la casacca verde che lo distingueva dagli altri, Rasmus Hojlund ha ricoperto il ruolo di finalizzatore fisso dell’esercitazione: il terminale a cui far arrivare la palla una volta superata la pressione. Un compito che gli calza a pennello e che dice molto di come Allegri immagini il suo riferimento offensivo — un centravanti chiamato a completare quel percorso di crescita in attaccante totale già avviato nella passata stagione.

La partitella e l’allarme Rafa Marin

Chiusa la parte di esercitazioni, spazio alla partitella a metà campo, terminata 1-1: in gol proprio Hojlund, a coronamento del lavoro da finalizzatore, e Jesper Lindstrom, apparso in buona condizione e ancora una volta tra i più vivaci. Nota stonata, invece, per la difesa: Rafa Marin è uscito anzitempo dal campo con il ghiaccio e senza una scarpa, un’immagine che ha subito acceso la preoccupazione. Da valutare nelle prossime ore l’entità del problema, che — in un reparto già orfano di Buongiorno — sarebbe l’ultima cosa di cui il Napoli ha bisogno.

Presenze e assenze

In campo tutto il gruppo, con i portieri Milinkovic-Savic e Pugliese primi a scendere sul terreno e con Alex Meret accolto dagli applausi dei tifosi. Applausi calorosi anche per David Neres, che si è visto a bordocampo ed è stato uno dei più acclamati dai tifosi assiepati a Carciato. Tra i più impegnati nelle rotazioni Jesper Lindstrom, rimasto a Dimaro in attesa di sistemazione. Resta invece lontano dal campo Alessandro Buongiorno, out per il problema al ginocchio: un vuoto in difesa che, seduta dopo seduta, pesa sulle prove di formazione. Il ritiro, però, è appena cominciato: e il Napoli di Allegri, tra due gruppi e casacche colorate, sta ancora disegnando i suoi contorni.