Tutte si sono rinforzate tranne il Napoli. Allegri lo sapeva e ha accettato. Si fida di sé e della squadra

Da tanti (bookmaker compresi) il Napoli non è dato nelle prime quattro. Non siamo d'accordo. È una rosa forte che può fare grandi cose, anche se imperfetta. La sconfitta col Como meno netta di come è stata dipinta. Ma la stagione dipenderà da quanta chimica si creerà tra Allegri e i calciatori

Tutte si sono rinforzate tranne il Napoli. Allegri lo sapeva e ha accettato. Si fida di sé e della squadra

Db Dimaro (Trento) 26/07/2026 - amichevole / Napoli-Carrarese / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

Il peggior mercato del Napoli di De Laurentiis

È finito il calciomercato. Il peggiore della storia del Napoli di Aurelio De Laurentiis. Non c’è neanche un voto da dare: una volta a scuola esisteva il non classificato. Non sappiamo se ci sia ancora. Anche nell’anno post terzo scudetto, qualcosa sul mercato si fece. Malissimo ma si fece. Pure quando arrivò Maurizio Sarri.

Non possiamo però definire sorprendente il non mercato del Napoli. È stato persino annunciato dal presidente nel corso della presentazione di Allegri. Che, sempre al San Carlo, ha rivendicato il proprio status di aziendalista. Non c’è altro da aggiungere. Il tecnico ha evidentemente accettato questa strategia. Secondo noi rischia di esserne la principale vittima. Ma l’uomo comprensibilmente ha un’ottima considerazione di sé. E si fida dei suoi calciatori. Il che dovrebbe essere un segnale forte per lo spogliatoio.

Aggiungiamo sommessamente che Allegri, come Ancelotti, ha vissuto i suoi anni migliori in club in cui l’ambizione è parte del patrimonio genetico. Non hanno dovuto certo trasferirla loro a Berlusconi, Florentino Perez o Andrea Agnelli. A Napoli è diverso. E tra Conte che magari avrà esagerato (ma così ha vinto) e la totale accettazione di Max, una via di mezzo forse si poteva trovare. Ma ormai è andata.

De Laurentiis

Il Milan dopo Allegri ha investito 200 milioni

Non è un atto d’accusa bensì un dato di fatto ricordare che si sono rinforzate tutte le squadre di vertice tranne il Napoli. È stato peraltro un calciomercato insolitamente generoso per i club italiani. Poi, chiaramente, è tutto da stabilire che più investimenti si traducano in reali rafforzamenti delle squadre e in risultati migliori. Però hanno investito tutti. Ha investito l’Inter campione d’Italia. Ha investito il Milan che ha speso quasi duecento milioni: segno che poi la squadra allenata lo scorso anno da Max non era così forte. Il Como si è mosso chirurgicamente e ha portato a casa calciatori come Milla, Chalobah, Moise Kean. La stessa Roma si è rinforzata e Gasperini si è imposto con il suo no alla cessione di Koné e la Roma ha rinunciato a 60 milioni di euro (secondo noi è una follia ma così è andata). Hanno comprato, e tanto, anche Juventus e Atalanta.

Parlerà il campo. Vogliamo dire due cose. La prima è che i bookmaker come Lottomatica danno il Napoli quinto favorito, quindi fuori dalla Champions. Allo stesso modo i giornalisti di Sky Sport. Sbaglieranno ma qui parliamo di vita percepita non di vita reale. Quella si snoderà nel corso della stagione. Noi non siamo affatto così pessimisti.

Damascelli Gasperini

Lui e i calciatori devono entrarsi dentro

La seconda è che il Napoli è una squadra forte. Con una rosa competitiva, anziana ma competitiva. Che poteva certo essere migliorata e che presenta qualche incongruenza: tanti uomini d’attacco e meno a centrocampo, ad esempio. Ma è forte. E può fare grandi cose. Comprendiamo Allegri. Ha grande fiducia in sé e nei calciatori. Del resto la sconfitta col Como è stata molto meno netta di come è stata dipinta e raccontata, della narrazione livorosa di chi non aspettava altro che la sconfitta di Max. Gratta gratta, il Como ha vinto 2-1, gli azzurri hanno regalato due reti, al Napoli hanno annullato un gol per fuorigioco (che c’era) di un centimetro e mezzo. Le partite le decidono gli episodi, il resto è sovrastruttura. Persino gli inutili X-Goal hanno detto che gli azzurri hanno creato più del Como. E, secondo l’inutile statistica, avrebbero dovuto segnare più gol del Como. Ce lo facciamo fritto, per carità. Ma è un dato. Il Napoli di Allegri non è affatto il mostro che viene dipinto.

Il punto, però, è come i calciatori stanno nella partita. Con quale testa. Con quale stato d’animo. Perché anche a Genova ci sono state sconcertanti amnesie difensive. Non è un caso che il sempre illuminante programma “Bordocam” di Davide Bernardi a Dazn – dedicato a Napoli-Como – si è chiuso con questa frase: “La sensazione è che oggi la differenza tra le due squadra sia quanto il Napoli sia poco intrecciato ad Allegri e quanto invece il Como lo sia completamente a Fabregas”.

La vera discriminante della stagione è il feeling che si creerà tra l’allenatore e la squadra. Se scatta la chimica, e può scattare perché i calciatori sono contenti di lui, tutto può essere possibile. Sennò, amen. C’è bisogno che i calciatori facciano entrare il calcio di Allegri nelle loro teste. Del resto Max si è esposto non poco per loro. E c’è anche bisogno che Max torni a osare come nei suoi giorni migliori: ad esempio la sera di Londra contro il Tottenham di Pochettino, o quella di Monaco di Baviera contro il Bayern di Guardiola. Quando dimostrò che si può allo stesso tempo giocare all’italiana, essere visionari e leggere le partite come nessun altro. Non è un caso che Ferguson si innamorò di lui.