Malagò ha dato il benservito a Pirlo. Fuori uno

Ora resta Maldini. Meglio una figuraccia dopo quindici giorni che una dopo due anni. La Nazionale non può essere figlia dell'amichettismo

Malagò ha dato il benservito a Pirlo. Fuori uno

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’

Malagò si liberi del fardello maldiniano

Andrea Pirlo ha aggiunto una frase all’assurdo comunicato di ieri sera, anzi quasi di ieri notte visto che è diramato a mezzanotte: “Ho appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina della Nazionale italiana”. Bene così. Col suo comunicato, Pirlo aveva confermato di non aver compreso nulla della vicenda. I calciatori, figuriamoci le superstar, vivono in un mondo tutto loro. Non sa che un accordo commerciale con la Russia, è un accordo politico. Evidentemente non ha la minima cognizione di quel che sta accadendo nel mondo. Era a firmare autografi a Mosca proprio nel giorno di uno dei bombardamenti più pesanti della Russia sull’Ucraina. 

Pirlo e Maldini

Meglio una figuraccia dopo 15 giorni che dopo due anni

Nel suo comunicato, Pirlo non accenna a stracciare l’accordo commerciale. Ma comunque meglio così. Era palesemente inadeguato a guidare la Nazionale. Il suo curriculum è persino più scarno di quello di Gattuso. 

Speriamo che Malagò abbia finalmente capito che deve porre dei paletti. Che nel mondo del calcio è necessario perché i protagonisti si credono divi cui tutto è concesso. E adesso tocca a Maldini. Se non gli piace la decisione, che vada. E si riparta da zero. Torni nella sua Milano. Malagò si lecchi le ferite. Comprenda gli errori. E riparta. Ha fatto bene. Meglio una figuraccia dopo quindici giorni che una dopo due anni. Si liberi di questo fardello maldiniano e passiamo oltre. La Nazionale non può essere figlia dell’amichettismo (copyright Fulvio Abbate).