Italia, Ranieri: “Le scuole calcio costano troppo. Bisogna ripartire dalla tecnica individuale, troppa tattica”
"Non sono pentito di aver detto no alla Nazionale. Avevo un contratto con la Roma, dissi no anche per i tantissimi conflitti d'interesse"

Dc Roma 22/02/2026 - campionato di calcio serie A / Roma-Cremonese / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Claudio Ranieri
Dopo i pochissimi giorni (esattamente 17) dell’era Maldini-Leonardo, ecco la diretta testuale della conferenza di stampa di Claudio Ranieri , nuovo direttore tecnico e presidente del club Italia.
La conferenza stampa di Ranieri
“Questo ruolo è soltanto un coronamento della mia carriera. Sono molto orgoglioso, non me l’aspettavo quando mi ha chiamato Giovanni. Sarà un compito arduo, ma la mia carriera parla chiaro: sono abituato ad affrontare percorsi così difficili. Quello che mi preme è far innamorare di nuovo i tifosi della Nazionale e di far vedere ai bambini (come mio nipote di 12 anni) che non hanno mai visto un Mondiale. C’è da lavorare: Mancini sulla situazione campo, mentre io sulla situazione che non si vede. Voglio capire bene tutto, come funziona il settore giovanile scolastico”.

Ranieri poi continua
“Non possiamo metterci in questo momento storico, dove i bambini sono attirati da altri sport o televisione, dobbiamo riattirarli verso il calcio. Le nazionali giovanili stanno lavorando bene (visto che si è vinto anche qualche europeo) il problema è il salto nella Nazionale maggiore, bisogna capire il perché. Dobbiamo riconsegnare tanti ragazzi alla Nazionale maggiore. Dobbiamo rifare tantissima tattica individuale nei settore giovanili: come si stoppa un pallone, come bisogna posizionare il corpo sul campo. Gli allenatori delle giovanili pensano a vincere e bisogna smettere di fare questo. Non penso che a un ragazzino di 12 anni quando fa tennis gli facciano giocare contro un avversario. Ora ci sono squadre piene di stranieri e questo non va bene, ma non so io a dire ‘bisogna fare questo o quest’altro. Bisogna dare l’opportunità a Roberto di avere un raggio di scelta maggiore”
Ranieri sul progetto di Maldini e Leonardo
“Mi auguro che squadre di A e B facciano giocare più calciatori italiani. Il programma di Maldini e Leonardo non l’ho visto ancora, visto che Giovanni mi ha chiamato lunedì serà. Ma ogni cosa buona la terrò in considerazione, Maldini parlava di 10 anni per rieducare i ragazzi tatticamente. La differenza tra noi e gli altri è che noi siamo bravi tatticamente e di squadra, mentre gli altri sono bravi tecnicamente. In passato c’erano meno scuole calcio, ma si giocava per strada e si dribblava. Ora, invece, non si dribbla più bisogna tornare a lasciar esprimere il ragazzo. Poi va inquadrato dopo i 14-15 anni, mi farò dare se disponibile questo programma e non avrò paura a portarlo avanti. Non sono pentito di aver detto no alla Nazionale. Avevo detto no all’Italia, perché avevo un contratto con la Roma (che è la mia squadra del cuore): ho detto di no, a malincuore, per via di tantissimi conflitti di interessi (soprattutto in Italia) “.
“Se Roberto dovesse chiedermi un consiglio, gli diro la mia. Altrimenti, starò al mio posto e vedro altre cose, anche perché ho tantissime cose da fare. Malago ha scaricato tutto su di me (ride ndr)”.
La Nazionale è un interesse di tutti
“Devo capire come abbassare il prezzo dell’iscrizione di un ragazzo ad una scuola giovanile. Bisogna riportare i ragazzi a giocare calcio. I nostri giocatori hanno un valore d’appartenenza importantissimo, poi non sembra così quando non arrivano i calciatori. Sono convinto che con il lavoro di Roberto dimostreranno il loro attaccamento verso la Nazionale, ma solo chi è stato sul campo sa quanto è doloroso perdere. Chiederò aiuto a tutti: alla politica, a tutti. La Nazionale è un interesse di tutti, perché non ci possiamo ricordare di essere italiani sono quando si perde. Dobbiamo trovare giocatori validi per Mancini, ne va della nostra italianità. Non possiamo continuare così”.

“Sarò pronto a dare la mia idea a Roberto solo se lui verrà a chiedermela. Quando vinse in Inghilterra, andai a vedere la finale: è sempre bellissimo vedere un italiano vincere all’estero. Anche l’anno alla Roma (che è stato bellissimo, pieno di cose particolari che mi sono servite tantissimo perché sono state lontane da me) porta esperienza”.
Terminata la conferenza stampa
Le parole di Ranieri alla Rai
Poi Ranieri ha parlato ai microfoni della Rai:
“Bisogna riportare le famiglie italiane a spendere meno per far giocare i suoi ragazzini. Il modello da seguire è quello italiano. Siamo diventati troppo esterofili. Quando un team una squadra italia si dice ‘catenaccio’, mentre quando lo fanno gli altri si dice ‘blocco basso’. Noi dobbiamo ridare fantasia ai giovani. Siamo bravissimi tatticamente, all’estero non fanno tattica ma lavorano tantissimo sulle basi (dove noi eravamo maestri). Gli allenatori delle giovanili non dovevono far tattica di squadra per fare carriera. Questo è il primo obiettivo . All’inizio quando ero un allenatore sapevo che almeno 4-5 giocatori dell’Under 21 sarebbero arrivate alla Nazionale maggiore”.
Ranieri ha chiuso il discorso
“Bisogna forzare la collaborazione del club, della società e della politica. Ho lavorato con chi ha creato Club Fontaine. Bisogna saper far tutto. Voglio capire cosa fare, sono la lunga mano del presidente federale. Vedremo tutto, anche se riportare Baggio al Club Italia, ma non posso dire che arrivo e faccio. Vedremo tutto, anche il programma di Baggio di 700 pagine: così come quelli di Maldini. Bisogna tornare a far tattica individuale. Dovremo parlare con i club, le partite sono tante. Dobbiamo darci una mano, se vogliamo l’Italia con un grande stile”.