La Süddeutsche: “Se pensate che il calcio tedesco stia inguaiato, guardate che combinano in Italia”

"Intrighi di corridoio, giochi di potere, indifferenza, egocentrismo e dirigenti antiquati. Persino Maldini non è capace di mettersi al servizio di una causa più grande"

La Süddeutsche: “Se pensate che il calcio tedesco stia inguaiato, guardate che combinano in Italia”

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’

Ora Malagò “non può più permettersi battute”. Dopo aver “perlomeno abbandonato l’idea di decidere il futuro del calcio italiano per telefono dalla sua casa di vacanza in Sabaudia” alla fine è calato con tutto il suo potere di presidente della Federcalcio sulla crisi del calcio italiano e ha scelto: Roberto Mancini e Claudio Ranieri, ct e dt. Amen. All’estero hanno assorbito la notizia con molto distacco – le cose nostre ci sembrano sempre enormi, all’estero siamo diventanti abbastanza trascurabili. L’unico dei quotidiani stranieri a commentare la notizia è stata la Süddeutsche Zeitung. Con l’obiettivo puntato più sul sistema che sui nomi che il sistema ha poi prodotto.

Malagò non fa più ridere

Malagò è il centro di tutto. Con “la sua capacità di conquistare le persone nelle conversazioni, usando sia discorsi affascinanti che grandi promesse. Ha affinato questa abilità per anni”, anche ricoprendo “incarichi costellati di crisi”, che “ha sempre gestito con un sorriso ironico, e che alla fine sono culminati in trionfi nazionali. Gli sport olimpici sono da tempo il fiore all’occhiello dello sport italiano”.

Nel calcio italiano – è il commento della Sz – “la giostra assurda continua a girare, come fa ormai da settimane: alcune squadre sono state promosse, altre retrocesse, altre ancora promosse e retrocesse allo stesso tempo. Sarà il presidente Malagò a decidere chi resterà quando la giostra si fermerà, anche a costo di andare contro la volontà del Paese e della Lega”.

conte nazionale

“Si dice che le rivoluzioni non finiscano mai dove i rivoluzionari le avevano immaginate – scrive il quotidiano in un altro articolo – Per la nazionale italiana era stata pianificata niente di meno che una trasformazione radicale, un momento di svolta dopo tutte le umilianti sconfitte del recente passato. Ma la rivoluzione si è trasformata in una farsa. I rivoluzionari sono stati spazzati via dopo appena 16 giorni. E non avevano nemmeno giocato una sola partita”.

La solita Italia da operetta

“Il venerabile sport del calcio italiano è in pessime condizioni; chiunque abbia dato un’occhiata alla lista delle squadre partecipanti prima degli ultimi tre Mondiali lo sa bene. Ma nella loro ultima operetta, rappresentata davanti a milioni di tifosi, i responsabili – cosa che nessuno avrebbe mai creduto possibile – sono riusciti a sprofondare ancora più in basso“.

La Sz parla di “intrighi di corridoio, giochi di potere interni, atteggiamenti indifferenti, egocentrismo ed egoismo: chiunque pensasse che il calcio tedesco fosse in cattive condizioni dovrebbe dare un’occhiata a ciò che sta accadendo a sud delle Alpi. Nel calcio tedesco c’è la consapevolezza fondamentale che le cose non possono continuare così. In Italia, invece, ogni progetto di riforma si arena perché al comando ci sono figure antiquate, perché persino personalità affermate come Maldini non sono disposte a mettersi al servizio di una causa più grande”.

Pirlo

Anche il no preventivo ad un ct straniero del presidente del Coni viene usato come esempio: “questa mentalità ristretta è esemplare; persino i pochi allenatori stranieri in Serie A a volte ricevono questo tipo di attenzione mediatica. Ad esempio, lo spagnolo Cesc Fábregas del Como Calcio, un allenatore di successo con idee progressiste, viene fatto a pezzi dai giornali quando osa suggerire un allontanamento dalla cultura difensiva italiana. Ah, di nuovo questi iberici sapientoni! E vogliono dirci come dovremmo organizzare il nostro calcio? Beh, l’ultimo Mondiale ha dimostrato che gli spagnoli non se la passano poi così male. Un po’ di ispirazione esterna non guasterebbe certo agli italiani”.