La Procura: “Interferenze e pressioni dell’Inter sugli arbitri ci sono state”. La giustizia sportiva varerà Insabbiopoli?

Rocchi verso l'archiviazione. La Procura non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine. Ma una cosa è la giustizia penale e un'altra quella sportiva. A patto che faccia il suo dovere

La Procura: “Interferenze e pressioni dell’Inter sugli arbitri ci sono state”. La giustizia sportiva varerà Insabbiopoli?

Giuseppe Marotta celebrates after winning the Scudetto during the Serie A match between Inter Milan and Hellas Verona at San Siro Stadium in Milan, Italy, on May 17, 2026. (Photo by Andrea Diodato/NurPhoto) (Photo by Andrea Diodato / NurPhoto / NurPhoto via AFP)

Una cosa è il penale e un’altra è la giustizia sportiva

Rocchi è stato archiviato. La notizia è questa. La Procura di Milano, dopo giorni di fibrillazione, ha deciso di chiedere l’archiviazione per il designatore arbitrale. Ma – attenzione – la Procura della Repubblica di Milano (nonostante il procuratore capo sia Marcello Viola sfegatato interista) non nega affatto che ci siano state pressioni e interferenze del club di Marotta per le designazioni arbitrali.

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E una cosa è la rilevanza penale della truffa sportiva. Un’altra la rilevanza per la giustizia sportiva. Per la giustizia sportiva basta un solo, un solo tentativo, per decretare un comportamento fraudolento che comporta sanzioni pesanti. Parliamo del tentativo di alterare la regolarità del gioco. Reato gravissimo dal punto di vista sportivo. Ci si aspetta una inflessibile Procura della federcalcio, altrimenti ci troveremmo davanti a Insabbiopoli che è sempre dietro l’angolo quando si parla dell’Inter (a proposito, Bastoni?).

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Scrive la Procura di Milano che

“La richiesta di archiviazione ricostruisce, nei limiti del materiale probatorio acquisito, la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati, attraverso l’esame analitico dei risultati delle intercettazioni telefoniche e della loro tempistica, in taluni casi comparato con gli esiti dei servizi di pedinamento. Non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine. Distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte ad incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche”.

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Scrive anche:

“Nei limiti del materiale probatorio, tra intercettazioni, pedinamenti e testimonianze, sono state ricostruite interferenze e pressioni solo su alcuni dei casi delle designazioni arbitrali al centro dell’inchiesta. Interferenze e pressioni che, però, sulla base in particolare dei dialoghi captati tra Gianluca Rocchi e altri interlocutori, non dimostrano, perché non ci sono le prove, che fossero oggettivamente finalizzate ad alterare l’esito delle partite”.