Inchiesta arbitri-Inter, Procura di Milano spaccata sull’archiviazione di Rocchi

A scriverlo è Tuttosport. Il pm titolare dell'inchiesta, Ascione, non vuole firmare l'archiviazione. Ma in settimana lascerà la Procura (ha vinto un concorso). Resta ovviamente il capitolo giustizia sportiva

Inchiesta arbitri-Inter, Procura di Milano spaccata sull’archiviazione di Rocchi

Db Riyadh 22/12/2025 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luigi De Siervo-Gianluca Rocchi

Le pressioni interiste su Rocchi

Inchiesta arbitri-Inter, le pressioni dell’Inter sul designatore arbitrale Rocchi. Scrive Tuttosport che la Procura di Milano è spaccata sull’archiviazione di Rocchi. Il titolare dell’inchiesta, il pm Maurizio Ascione, non vuole firmare l’archiviazione. Solo che tra poche ore Ascione sarà trasferito alla Procura Europea (Ascione ha vinto il concorso per la Procura europea). Ricordiamo che il capo della Procura di Milano, Marcello Viola, è uno sfegatato tifoso dell’Inter. Questo non significa che faccia pressioni indebite sull’inchiesta, però è un dato di fatto.

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Ad affiancarlo è stato nominato il pm Paolo Ielo che è giunto alla determinazione di archiviare (parliamo sempre di giustizia penale, non sportiva).

Ascione in settimana lascerà la Procura di Milano

Scrive il quotidiano torinese che al penultimo giorno di servizio a Milano il pubblico ministero Ascione non ha ancora firmato l’atto con cui si tirano le somme dell’inchiesta. In particolare la parte relativa in cui Rocchi si avvia all’archiviazione. Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva per le assegnazioni di arbitri in quattro partite, tra cui Torino-Inter della stagione da poco conclusa. Quindi su Rocchi la Procura è spaccata.

Il pm Ascione è convinto della sua ricostruzione: l’ex designatore, in “concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto”, questi ultimi “agendo per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina”, all’epoca presidente della Figc, sarebbe giunto a nominare arbitri in seguito a presunte “interferenze”.