Inchiesta arbitri, si va verso la richiesta di archiviazione (poi però il caso passa alla Procura Figc)

Sky: "Non ci sono indagati nell'Inter, non ci sono nomi né cognomi riconducibili alla società nerazzurra". Nonostante le intercettazioni. Per la giustizia sportiva, però, è diverso.

Inchiesta arbitri, si va verso la richiesta di archiviazione (poi però il caso passa alla Procura Figc)

Db Riyad (Arabia Saudita) 22/01/2024 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi

L’inchiesta arbitri, che tanto ha sconvolto il calcio italiano, si avvia verso la sua conclusione. Fondamentalmente, nulla di fatto. Il terremoto, il famoso “volere di Dio” che ha scosso le poltrone, probabilmente ha lasciato però inalterate le radici profonde che hanno portato a tutto questo. Alla fine dopo un Rocchi c’è sempre un Orsato. 

Silvia Vallini di Sky Sport ha fatto il punto sulla questione.

Inchiesta arbitri, si va verso l’archiviazione

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“Le conclusioni passeranno al sostituto procuratore, che è arrivato a una decisione. Non c’è più l’esigenza di chiudere tra oggi e domani e, per questo motivo, le decisioni verranno comunicate entro il 24 luglio.

Ascione (il pm) non ha firmato le conclusioni. Si va verso una richiesta di archiviazione più che di rinvio a giudizio. Non ci sono indagati nella società Inter (nonostante le intercettazioni), non ci sono nomi né cognomi riconducibili ai nerazzurri”

Cos’era successo?

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È bene un recap. Ricordiamo che l’inchiesta arbitrale della Procura di Milano nasce dalle verifiche sul sistema di gestione degli arbitri di Serie A e B e vede al centro Gianluca Rocchi, ex designatore, indagato per concorso in frode sportiva. L’indagine riguarda soprattutto presunte interferenze nella gestione del Var e alcune designazioni arbitrali considerate dagli investigatori “pilotabili”.

Tra gli episodi analizzati c’è Udinese-Parma del 1° marzo 2025, partita finita sotto osservazione per il rigore assegnato all’Udinese dopo un intervento della sala Var di Lissone. Secondo l’ipotesi investigativa, Rocchi avrebbe fatto delle cosiddette “bussate”, cioè sarebbe intervenuto fisicamente o verbalmente per richiamare l’attenzione degli operatori Var, spingendo verso una revisione dell’episodio. Il Var Daniele Paterna, inizialmente orientato a non concedere il rigore, avrebbe poi cambiato valutazione.

Il secondo filone riguarda i rapporti tra Rocchi e il mondo Inter. Gli inquirenti hanno analizzato alcune intercettazioni nelle quali emergerebbe il tema degli arbitri “graditi” o “non graditi” ai club. In particolare è stata presa in esame una conversazione relativa a un incontro avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025, durante il derby di Coppa Italia, nella quale sarebbe emerso il tema delle designazioni di Andrea Colombo, considerato gradito all’Inter, e Daniele Doveri, indicato invece come poco gradito. La Procura sta cercando di capire se quelle designazioni siano state influenzate da pressioni esterne oppure se si trattasse soltanto di normali valutazioni arbitrali.

Il filone delle “bussate” legato alla sala Var di Lissone è stato poi separato e potrebbe essere valutato dalla Procura competente di Monza, mentre l’indagine milanese prosegue sul tema più ampio delle designazioni e dei rapporti tra arbitri e società.

Dopodiché gli atti passeranno alla Procura Figc e lì tutto cambierà. Perché le pressioni ci sono state, le intercettazioni lo testimoniano, per l’Inter sarà più dura uscirne pulita.