La FIFA indaga sulla rissa in finale: Paredes e Molina rischiano lo stop, e l’Argentina può pagare come Nazionale

Dopo la vergogna del post-partita di New Jersey, arriva la mano pesante della federazione mondiale. Infantino ha dato mandato a un procuratore di indagare: sul tavolo squalifiche pesanti per i singoli e possibili sanzioni per l'intera AFA. Ecco chi rischia, e quanto.

La FIFA indaga sulla rissa in finale: Paredes e Molina rischiano lo stop, e l’Argentina può pagare come Nazionale

La macchia della finale non si cancella con il fischio finale. La rissa scatenata dai giocatori e dallo staff dell’Argentina contro la Spagna che stava per festeggiare il titolo è ora un caso ufficiale. La FIFA ha deciso di intervenire: il presidente Gianni Infantino ha dato mandato al procuratore disciplinare ed etico di indagare su quanto accaduto al MetLife Stadium, con provvedimenti che rischiano di essere pesantissimi sia per i singoli sia a livello di Nazionale.

La nota ufficiale: “Potenziali violazioni del Codice Disciplinare”

È la stessa federazione mondiale a comunicarlo. Nella nota ufficiale, la FIFA spiega di aver nominato un procuratore “al fine di indagare su potenziali violazioni del FDC, in conformità con l’articolo 36 del Codice Disciplinare”, aggiungendo che “ulteriori dettagli saranno comunicati dalla Commissione Disciplinare una volta completata la relazione del procuratore”. Un procedimento formale, insomma, che punta ad accertare le violazioni e a chiedere le eventuali sanzioni nei confronti dei tesserati dell’Argentina.

La Commissione Disciplinare avrà un compito delicato: dovrà esaminare i numerosi video del post-gara, i rapporti ufficiali dell’arbitro, le testimonianze degli osservatori e le prove raccolte dal procuratore. Solo dopo quella relazione arriveranno le decisioni, che saranno comunque appellabili.

 

Chi rischia di più: Paredes, Molina e Ayala

Il principale accusato è Leandro Paredes, ritenuto l’innesco della rissa: reo di aver spinto con una manata sul collo Eric García e di essersi ripetuto su Gavi, l’ex Roma è stato espulso con un rosso diretto nel post-partita, che comporterà una squalifica automatica. Se sarà confermata la “condotta violenta” si parla di almeno 3 giornate; ma se l’analisi disciplinare dovesse usare il termine “assault”, riservato ai casi di estrema violenza, si partirebbe da almeno 4 turni di stop, estendibili anche alle gare di club.

Rischia grosso anche Nahuel Molina, accusato di aver sferrato un pugno all’addome di Rodri, il capitano spagnolo che correva a festeggiare: se il gesto sarà confermato, per il difensore dell’Atletico Madrid si prospetta una squalifica simile, di almeno 3 turni. Coinvolto infine Roberto Ayala, l’ex Milan e Napoli oggi vice di Pochettino — tra i pochi a provare a sedare gli animi — accusato però di aver colpito Dani Olmo: come membro dello staff rischia uno stop dalla panchina, a partite o temporale, anche di diversi mesi.

Spagna Argentina finale coppa del mondo

 

E l’Argentina come Nazionale: dalla multa al campo neutro

C’è poi il capitolo che riguarda direttamente l’AFA, la Federcalcio argentina, ritenuta in questi casi sempre responsabile del comportamento dei suoi tesserati anche se non in modo diretto. La sanzione più comune è la multa economica, ma si potrebbe arrivare fino alle porte chiuse (o a un numero limitato di spettatori) e persino all’obbligo di disputare un certo numero di gare su campo neutro. Un finale amaro per l’Albiceleste, che ai Mondiali americani aveva già mostrato il volto più ruvido, tra battaglie e tensioni in campo, e che ora si congeda dal torneo con un procedimento disciplinare.

La FIFA, la rissa e l’immagine della finale

Al di là delle sanzioni, resta la fotografia. La federazione di Infantino prova a spazzare via una scena vergognosa che ha oscurato la festa della Spagna campione del mondo. Un intervento d’immagine, per una FIFA che a questi Mondiali ha già dovuto fare i conti con più di un’ombra: dalla finale giocata all’ombra di Infantino e Trump fino ai dati sull’impennata degli abusi razzisti. La rissa dell’ultimo atto è l’ennesima grana da gestire. E stavolta, la palla passa ai giudici.