Pagelle – Allegri sbaglia quattro cambi su cinque, visti i risultati, ma il materiale umano quello è
Ad Anguissa manca la ciorta. Badiashile è Franashile. Vergara maturasse in silenzio, basta tormentoni modello Mazzola-Rivera. Meret e Lobotka i migliori

Mg Milano 05/09/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Frank Anguissa
Le pagelle di Inter-Napoli 3-2, a cura di Fabrizio d’Esposito
MERET. Lumbard nefasti per il povero Meret. La serata meneghina aggiunge altre tre pappine alle due incassate in casa dai presunti Galacticos lacustri. Epperò, al di là dei cinici numeri, il portiere azzurro è stato il migliore dei Centenarios con paratone e semiparatone su Diouf (al 2’), sul Toro bestemmiatore (al 47’), sull’ex Piotr (al 51’). Poi c’è stato il sostegno di Santa Traversa (Dimarco) e di San Palo (Thuram). Ma tutto questo non è bastato – 7
DI LORENZO. Partite pazzotiche e infernali come queste alla fine vengono decise dai dettagli. Solo quelli valgono. E il Capitano dei Due Scudetti recupera nell’indifferenza generale una pelota incredibile, ferma nei pressi della linea del fallo laterale, e fa l’assist per la cagliosa dello zero a due del principe biondo – 6,5
RRAHMANI. Il Napule avrà pure preso altri tre gol ma stasera le marcature interiste hanno responsabilità precise: Na-Politano che guarda Dimarco servire Lautaro dal fondo, convinto che la palla uscisse; Franashile (1,94 di altezza) che si fa sovrastare da Thuram (1,92); Lucca che non butta via la palla. Di suo, Amir resta a terra nell’azione del pareggio degli autoctoni, causa una dolorosa respinta di testa. In generale, tra primo e secondo tempo, deve fronteggiare lo stabiese Pio e il Toro lamentoso ad libitum. Meglio nel primo tempo, decisamente – 5,5
RAFA MARIN. In fase d’impostazione rischia disastri come quello con il Como di domenica scorsa. Stavolta si dà a cross diagonali da brividi che per fortuna non fanno danni. In più Bisseck gli fa pure un tunnel. Detto tutto questo quando deve difendere di testa o fare qualche anticipo non è male – 5,5
SPINAZZOLA. Zio Spina difende assai e così quando offende la spinta propulsiva è fiacca – 5,5

ANGUISSA. Si è scetato Zambo, vero mattatore del primo tempo azzurro, con vari assist e una bella occasione per segnare. Poi, ancora un tiro. Nella ripresa se avesse alitato su quel tiro di Lucca sarebbe stato due a tre e non tre a due. Dettagli, appunto, che appartengono al fato che muove Eupalla. In una parola: ciorta – 6,5
LOBOTKA. Il Napule torna a giocare a pallone e il Caro Lobo torna a signoreggiare nella terra di mezzo, ovviamente facendo il pendolare fra la trequarti avversaria e la difesa azzurra. La sua presunta mano che fa incazzare gli interisti è un thriller pare senza soluzione – 7
GILMOUR dal 79’. Gioca malissimo due palle importanti – 5
VERGARA. Il pressing feroce dell’Inter lo fa soffrire assai. Talvolta se la cava, molte altre no. Una partita mediocre in un ruolo nuovo per lui. Risparmiateci però il dibattito psico-calcistico alla Insigne sulla giovinezza, la fragilità e la pressione e tutto il resto. Altrove, in Europa, sarebbe impensabile: ovunque ci sono talenti che attendono di compiere il loro destino. Vergara ha ventitré anni, maturasse in silenzio, senza generare tormentoni tipo quello sulla staffetta tra Rivera e Mazzola a Messico ’70 – 5
DE BRUYNE dal 61’. Qualcosa pitta King Kevin, ma non sono pennellate decisive – 6
POLITANO. Il gol dello zero a uno (due tiri, il secondo quello buono) gli condona un po’ di cazzate: quel braccio stupido che causa la punizione di Dimarco (la traversa) e la valutazione sbagliata sul pallone finito al medesimo Dimarco, da cui origina l’uno a due del Toro lamentoso – 6

NERES dal 61’. Ha cambiato testa: si è fatto le freccine e si trangugia un gol clamoroso nel finale. Meriterebbe di essere rasato a zero come un monaco tibetano. Altro che treccine – 4,5
HOJLUND. Ancora e sempre dettagli: s’inventa un altro gol da fuori, dopo quello di domenica scorsa – 6,5
LUCCA dal 72’. Il terzo gol dell’Inter, come detto, è colpa sua – 4,5
ALISSON SANTOS. Fa la solita ammuina, ma lì a sinistra è davvero dura per lui e Vergara. La cosa migliore è il servizio per Zambo al 6’ – 5,5
BADIASHILE. Detto sopra del terzo gol interista, qui s’introduce il tema Allegri, il caprone espiatorio di questa sconfitta. Prima domanda: era legittimo mettere un difensore in più a dieci minuti dalla fine? Sì, era legittimo. E chi far entrare tra il nuovo acquisto, il flop Beukema e l’Olivera strapazzato domenica scorsa da Diao? Fatevi pure voi questa domanda – 4,5
ALLEGRI. Perdere così fa un male tremendo, ma il Napule fa una grande partita e dimostra di essere vivo. Certo, Allegri sbaglia quattro cambi su cinque, visti i risultati, ma il materiale umano quello è. Inutile finanche il dibattito sul suo aziendalismo: il presidente vuole che si valorizzino gli acquisti dell’anno scorso e lui ha detto sì. Terze vie non ce ne sono. La realtà è questa, senza dimenticare che i Centenarios stavano per vincere orfani di Scott il Rosso, autore di una doppietta otto mesi fa a Milano. Per fortuna che si rigioca presto: mercoledì c’è la Champions – 6
ARBITRO SOZZA. L’arbitraggio all’inglese trova un limite in quella gomitata volontaria con cui il Toro bestemmiatore colpisce Rafa Marin al ventre. Lautaro era stato ammonito un minuto prima e la gomitata avrebbe meritato un altro giallo, che non è arrivato – 4