Il pugno di Molina a Rodri e la rissa che macchia la finale: l’Argentina si congeda dai Mondiali nel peggiore dei modi
La Spagna alza la coppa, ma l'ultima immagine del torneo non è quella dei nuovi campioni. È un capannello di spinte, strattoni e giocatori trascinati via al centro del campo. A innescare tutto, un gesto indegno di un difensore argentino a pochi secondi dal fischio finale.

Argentina's defender #26 Nahuel Molina reacts after conceding Spain's first goal scored by forward #07 Ferran Torres (unseen) during the 2026 World Cup football tournament final match between Spain and Argentina at the New York/New Jersey Stadium in East Rutherford on July 19, 2026. (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP)
La Spagna ha vinto il suo secondo Mondiale battendo l’Argentina 1-0 ai supplementari, con il gol decisivo di Ferran Torres al 106′. Ma l’ultima immagine della finale di New York non è la festa iberica: è una rissa vergognosa scoppiata al triplice fischio, innescata dal pugno di Nahuel Molina a Rodri.
Cosa è successo al fischio finale
Le immagini, riprese e rilanciate dalle testate internazionali, sono nitide. Mentre i giocatori spagnoli entravano in campo per festeggiare, Molina è corso verso il centro, ha incrociato Rodri e — senza che il capitano della Roja se lo aspettasse — lo ha colpito con un pugno all’altezza dello stomaco, per poi urtarlo al petto. Il centrocampista spagnolo, dopo qualche passo, si è girato per chiedere spiegazioni: è stato il momento che ha fatto esplodere la tensione, con decine di giocatori a formare un capannello al centro del campo.
Such a gutter behaviour from the Argentine players. I am glad they didn’t win this World Cup. pic.twitter.com/qasnNP0RwK
— #Renewed Shege ProMAX #EndSARS (@prettycachy) July 19, 2026
Il rosso a Paredes
Nel parapiglia si è distinto soprattutto Leandro Paredes, già autore di diversi interventi duri in gara. Il centrocampista argentino ha perso il controllo: ha spinto a terra Gavi e ha afferrato Eric García alla gola, tra calci, schiaffi e spintoni. Per lui è arrivato il cartellino rosso dopo il fischio finale, con reazioni durissime della stampa estera, che ha parlato di “comportamento disgustoso”. A provare a riportare la calma è stato lo stesso Lionel Scaloni, sceso in campo per separare i suoi calciatori dagli spagnoli.
🇪🇸1️⃣⚽️0️⃣🇦🇷 | MUNDIAL 2026: Lo que sucedió luego del pitido final en el partido. pic.twitter.com/cVHMu311Kg
— Alerta News 24 (@AlertaNews24) July 20, 2026
Una partita già nervosa
La tensione, in realtà, covava da tempo. L’Argentina aveva resistito fino ai supplementari nonostante l’espulsione di Enzo Fernández nel recupero del secondo tempo, prima di arrendersi al gol di Ferran Torres. La frustrazione per il titolo sfumato non giustifica quanto accaduto, ma si inserisce in un cammino spesso incandescente: da le bordate verbali di Romero verso i critici fino al caso dello striscione sulle Malvinas. Una squadra fortissima, ma che con la sconfitta ha mostrato il suo lato peggiore.
La festa spagnola in secondo piano
Il paradosso è che a rimetterci, sul piano dell’immagine, è anche la Spagna, la cui gioia è finita in secondo piano rispetto al caos. Una Roja che aveva costruito il trionfo con il progetto di De la Fuente e che ha meritato la coppa, in una finale diretta dallo sloveno Vincic. Al momento di rendere omaggio ai nuovi campioni del mondo, l’Argentina ha invece scelto la strada del rancore. E l’ultimo fotogramma di questi Mondiali, purtroppo, non è un trofeo alzato al cielo: è un pugno, e una rissa che una finale non avrebbe mai dovuto vedere.