L’FBI accende i riflettori sull’AFA: indagine sui flussi di denaro dell’Argentina negli Stati Uniti, sotto esame centinaia di milioni
La Nacion scrive che, mentre la nazionale insegue la Coppa negli Usa, la federazione argentina finisce sotto la lente dell'antiriciclaggio americano

MIAMI GARDENS, FLORIDA - JULY 03: FIFA President Gianni Infantino and Argentine Football Association President Claudio Tapia attend the FIFA World Cup 2026 Round of 32 match between Argentina and Cabo Verde at Miami Stadium on July 03, 2026 in Miami Gardens, Florida. Michael Reaves/Getty Images/AFP (Photo by Michael Reaves / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)
Guai fuori dal campo per l’Argentina: l’FBI avrebbe acceso i riflettori sull’AFA, la federazione calcistica argentina. Secondo il quotidiano La Nación, le autorità statunitensi hanno avviato accertamenti sulle attività finanziarie dell’organizzazione negli Stati Uniti, per verificare eventuali irregolarità riconducibili a ipotesi di riciclaggio o frode bancaria. Un fronte del tutto nuovo, che si aggiunge a lo scandalo che a fine 2025 aveva già travolto il presidente Claudio Tapia.
Cosa c’è sotto la lente
Nel mirino, in particolare, i rapporti tra l’AFA — guidata da Tapia dal 2017 — e la società TourProdEnter LLC, incaricata di gestire gli incassi degli accordi commerciali stretti dalla federazione con sponsor e partner come Adidas e Warner. Attraverso quella società, scrive La Nación, sarebbero transitate somme enormi legate alle attività dell’AFA: la ricostruzione parla di circa 230 milioni di euro, mentre le testate statunitensi che hanno ripreso il caso spingono la cifra tracciata dagli inquirenti oltre i 300 milioni di dollari, movimentati su conti di grandi banche americane.

Il punto critico: una parte di quei fondi sarebbe finita a società e beneficiari senza una chiara motivazione economica emersa dalla documentazione analizzata — decine di milioni per servizi non identificabili.
I trasferimenti sospetti
L’indagine avrebbe acceso i riflettori anche su alcuni bonifici verso aziende collegate al tesoriere della federazione e a membri della sua famiglia. Alcuni dei soggetti coinvolti risulterebbero legati a persone che percepiscono sussidi statali, residenti tra Bariloche e Buenos Aires. Un quadro che, se confermato, sposterebbe il problema dal piano sportivo a quello giudiziario internazionale — e non è un caso che tutto si concentri proprio negli Stati Uniti, Paese ospitante del Mondiale.

Il tempismo e i limiti
Perché è qui il nodo che ci interessa: l’inchiesta esplode nel pieno della corsa dell’Argentina, reduce dalla rimonta sull’Egitto e lanciata verso i quarti. E finirà inevitabilmente per intrecciarsi con le teorie del complotto che accompagnano il cammino dell’Albiceleste, alimentate anche dalle polemiche arbitrali — pur quando, a mente fredda, di complotto non c’è traccia. Attenzione però a non fare confusione: l’indagine riguarda i conti della federazione e i suoi accordi commerciali, non i risultati del campo né direttamente Messi e i giocatori. E soprattutto non ci sono ancora conclusioni ufficiali: gli inquirenti americani sono nella fase di raccolta delle informazioni, nessuna accusa formale è stata mossa. Ma che l’FBI stia guardando dentro i conti dell’AFA, proprio adesso, è una notizia che pesa.