I De Laurentiis accusati di bancarotta fraudolenta a Bari: la Finanza nelle sedi di Napoli, Bari e Filmauro

Operazione della Procura di Bari. L'accusa riguarda Caprile, Sono accusati di false comunicazioni sociali (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari) nonché fattispecie di bancarotta fraudolenta

I De Laurentiis accusati di bancarotta fraudolenta a Bari: la Finanza nelle sedi di Napoli, Bari e Filmauro

Brusco risveglio per i De Laurentiis

Mattinata shock per la famiglia De Laurentiis. Brusco risveglio per Aurelio e i suoi figli. Tutto nasce dalla Procura di Bari.

Sono in corso perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi delle società calcistiche Bari e Napoli.

Scrive Repubblica Bari:

L’inchiesta, coordinata dal procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, è condotta dai finanzieri del Comando provinciale del capoluogo pugliese e riguarda le false comunicazioni sociali (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari) nonché fattispecie di bancarotta fraudolenta connesse alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale (cioè il fallimento), presentata per l’insolvenza della medesima società sportiva. Il Bari è da poco retrocesso in serie C.

Il giornale scrive che padre e figlio De Laurentis, Aurelio e Luigi, sono indagati.

Aurelio è presidente del Consiglio di amministrazione della Ssc Napoli, Luigi amministratore unico della Ssc Bari.

Bari Luigi De Laurentiis

Al centro dell’accusa c’è la vicenda Caprile

Le perquisizioni sono in corso anche nella sede della Filmauro a Roma socio unico di entrambe le società calcistiche, dei direttori sportivi Ciro Polito (ex del Bari), Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso (ex del Napoli) e del procuratore Graziano Battistini, che seguiva il calciatore Elia Caprile (che non sono indagati).

Scrive Repubblica che

il procedimento è collegato a una richiesta di liquidazione giudiziale (quello che un tempo si chiamava fallimento) della Sc Bari avanzata dalla Procura pugliese, e da una consulenza tecnica depositata a fine maggio dopo la retrocessione in serie C. Le ipotesi riguardano le false comunicazioni sociali (bilancio dell’esercizio 2024 del Bari) nonché fattispecie di bancarotta fraudolenta connesse alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale. È stato calcolato che tra il 2019 e il 2025 la società avrebbe creato un buco da 30 milioni di euro e un’enorme mole di debiti.

Il Napoli avrebbe privato il Bari di un significativo asset

Al centro dell’accusa c’è Caprile, o meglio il suo trasferimento.

Il Bari acquistò Caprile dal Leeds. Poi, (nel luglio 2023) è stato ceduto al Napoli al prezzo di 2,2 milioni, senza che il Bari ottenesse la partecipazione all’eventuale plusvalore. Dopo due stagioni al Napoli, è stato venduto al Cagliari per 8 milioni, realizzando – secondo gli inquirenti – una plusvalenza da 7 milioni, di cui avrebbe dovuto beneficiare anche il Bari.

Scrive Repubblica:

“è in questo modo che i De Laurentiis, in concorso tra loro, avrebbero realizzato, il reato di bancarotta per distrazione, sottraendo al Bari un significativo asset in un momento in cui la società biancorossa era già caratterizzata “da perdite sistemiche e consistente deficit patrimoniale”. Ad entrambi i De Laurentis viene contestato anche il reato di bancarotta fraudolenta impropria da operazioni dolose, perché nel 2021 avrebbero coperti un buco da 7 milioni e mezzo, proseguendo poi l’attività societaria “in conclamato squilibrio”. Negli anni tra il 2019 e il 2025 le perdite hanno raggiunto quota 30 milioni”.