Chi è Raphael Claus, l’arbitro pulito che Trump dà per “sospetto”: il passato inventato dietro la grazia a Balogun
Uno degli arbitri più autorevoli del Sudamerica si ritrova nel mirino del presidente Usa, che dallo Studio Ovale ne evoca un "passato sospetto" per giustificare la grazia a Balogun, promettendo pure "prove".

SANTA CLARA, CALIFORNIA - JULY 01: Stjepan Radeljic #21 of Bosnia and Herzegovina receives a yellow card from referee Raphael Claus during the FIFA World Cup 2026 Round of 32 match between USA and Bosnia and Herzegovina at San Francisco Bay Area Stadium on July 01, 2026 in Santa Clara, California. Charlotte Wilson/Getty Images/AFP (Photo by Charlotte Wilson / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)
Raphael Claus è finito al centro dei Mondiali senza averne colpa. L’arbitro brasiliano — quello che aveva espulso Balogun contro la Bosnia — è stato attaccato pubblicamente da Trump, che dallo Studio Ovale lo ha definito “un po’ sospetto, se controllate il suo passato“, arrivando a dire di avere “prove” da mostrare ai giornalisti. Lo riporta The Hill. Parole con cui il presidente ha di fatto rivendicato le pressioni su Infantino che hanno portato alla sospensione della squalifica dell’attaccante Usa.
Chi è Claus, l’arbitro attaccato da Trump
Il paradosso è che il bersaglio è uno degli arbitri più autorevoli del Sudamerica. Ex calciatore, Claus si ritirò a 20 anni per dedicarsi al fischietto: dopo la gavetta nelle serie minori, è passato professionista nel 2010 ed è diventato internazionale nel 2015. È stato premiato come miglior arbitro del campionato brasiliano per tre anni di fila (2016-2018) e ha collezionato la convocazione a due Mondiali consecutivi. Un curriculum di primo piano, che nulla ha a che vedere con l’immagine dell'”arbitro corrotto” evocata sui social — dove, va detto, l’espulsione era già discussa nel merito, visto che al rallentatore un contatto accidentale era sembrato un fallo gravissimo.
.@POTUS on Balogun’s red card: “I’ve never seen anything like it. I saw the play… that wasn’t a foul. That wasn’t even an infraction. That was two guys running full speed that happened to crash into each other… So yes, I asked for a review by FIFA.” pic.twitter.com/25PzmogkEt
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) July 6, 2026
Il “passato sospetto” secondo Trump (che non esiste)
Ma qual è il passato di cui parla il presidente? Trump allude alle vecchie polemiche sul campionato brasiliano, in particolare alle accuse di manipolazione avanzate a suo tempo da John Textor. La ricostruzione, però, è già stata smentita da tempo. Nel 2024 Claus fu ascoltato come testimone in un’inchiesta su partite truccate in Brasile, ma non è mai stato incriminato: le fonti brasiliane spiegano che fu convocato in quanto arbitro di spicco del Paese, e che nessuna indagine è mai stata aperta a suo carico. La confusione nasceva da un altro fischietto, Glauber do Amaral Cunha, coinvolto in una conversazione sospetta su una gara: i funzionari brasiliani chiarirono che non si trattava di Claus, mai sanzionato dalla Federazione. In sostanza, il “passato” agitato da Trump non esiste, perché quelle polemiche non sono mai sfociate in accuse formali.
Una polemica che serve al racconto politico
Brazilian FIFA referee Rafeal Claus – who gave the US a ridiclous red card today – was accused of match fixing by “irregular red cards” in Brazil’s Series A in 2023.
Claus had to testify in the investigation, but evaded charges bc of no direct evidence. FIFA stays corrupt AF. pic.twitter.com/6fY7tiHreB
— Dataracer (@Dataracer117) July 2, 2026
L’attacco all’arbitro, insomma, è il tassello che completa un’operazione tutta politica. Dopo che Infantino ha confermato la telefonata rivendicando l’indipendenza della FIFA, Trump ha aggiunto il bersaglio umano — l’arbitro — per legittimare la grazia. Un copione che alimenta i sospetti di favoritismo verso gli Usa già denunciati da mezza Europa e che ha spinto qualcuno, per contrasto, a difendere la decisione tirando in ballo perfino i Mondiali del 1934, mentre il dibattito su chi sia “protetto” e chi no continua a dilagare. Resta il fatto: per far cancellare un cartellino rosso, la Casa Bianca ha trasformato in “sospetto” un arbitro pulito. E questo, più del rosso, è il vero precedente pericoloso.