Perché i tifosi del Napoli dovrebbero entusiasmarsi per Rizzetta (presidente del Campobasso e del Napoli Basket)?
C’è uno strano venticello su Napoli. La presunta offerta da 2,2 miliardi per comprare il club di De Laurentiis. Matt Rizzetta illustra i suoi piani ma al momento le sue realtà sportive sono poco affascinanti. Se il Campobasso diventasse il nuovo Como, sarebbe diverso

Mg Napoli 23/05/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Cagliari / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis
Questa trattativa ricorda il fantomatico emiro dei tempi di Benitez
C’è uno strano venticello che soffia su Napoli. Ricorda quello di una quindicina di anni fa quando, con Benitez in panchina e la piazza che rumoreggiava, si alimentò per settimane la presenza a Posillipo di un fantomatico emiro che di lì a poco avrebbe acquistato il Calcio Napoli. Qualcuno giurò di aver presenziato al momento della firma. Erano i tempi del pappone. De Laurentiis somigliava al Lotito di oggi per i laziali: non agli stessi livelli ma la tendenza era quella.
Tanti anni dopo, la situazione è cambiata. De Laurentiis non è più il pappone. Sì, qualche critica resiste ancora. Ma è davvero marginale. I due scudetti sono lì in bella mostra. Ed è il motivo per cui l’interesse suscitato dalla presunta offerta (che formalmente pare non esserci mai stata) americana per il Calcio Napoli è al momento più mediatico che popolare. Un’offerta clamorosamente fuori mercato: 2,2 miliardi per il Calcio Napoli. Si chiama Matt Rizzetta l’ambasciatore della cordata di investitori che ha dichiarato di aver parlato per mesi con De Laurentiis. Rizzetta a Napoli possiede la squadra di basket. Poi è presidente del Campobasso e starebbe per definire l’acquisto della Reggina. Non propriamente un portfolio da urlo. Considerando che il Napoli Basket ha vissuto una stagione anonima ed è stato a lungo in odore di retrocessione.

L’attivismo mediatico di Rizzetta e un’offerta fuori mercato
Dopo il no di De Laurentiis che avrebbe chiuso ogni discussione, Rizzetta è diventato molto attivo mediaticamente. Della sua offerta (sua e degli investitori a lui legati) ha scritto il New York Times. Ha parlato al podcast di Bloomberg. E ovviamente ha esposto progetti in grande per il suo eventuale Napoli del futuro. Con alcune frasi chiave come “non siamo interessati ai dividendi”. L’intenzione di creare academy locali per valorizzare il talento indigeno (aspetto che fa molta presa a Napoli). E ovviamente le infrastrutture che oggi mancano. Con un interesse per il Maradona, a differenza di De Laurentiis che è in rotta con il Comune. E l’idea di legare Napoli a progetti in grande stile per il calcio e la pallacanestro, modello Madrid e Barcellona.
Non ci vuole Enrico Cuccia per spiegare che quando gli affari finiscono sui giornali, vuol dire che qualcosa non è andato per il verso giusto. Tutto si è fermato. De Laurentiis non vende. E allora Rizzetta è probabilmente passato alla Fase 2. Quella della presentazione del programma. Cosa sarebbe il Napoli con lui. Creare consenso.

La Supercoppa Italiana esposta. Fonte: Ssc Napoli
A chiacchiere siamo bravi tutti, col Napoli o senza
Ed è su questo punto che ci permettiamo di dare un consiglio non richiesto. Fin qui, gli americani hanno riscosso interesse più mediatico che altro. I tifosi sono scettici. Comprensibilmente. Invece di curare l’aspetto giornalistico della vicenda, che pure è importante, ci sarebbe un altro modo per migliorare le proprie credenziali agli occhi della piazza: far funzionare le attività che sono nel loro portafogli. Sarebbe diverso se il Napoli Basket avesse lottato per lo scudetto, magari protagonista di una finale dei play-off. O se il Campobasso in due anni arrivasse in Serie A sul modello del Como. Altrimenti restano parole vuote, magari per qualcuno affascinanti. Ma, Rizzetta lo saprà meglio di chiunque altro, è pieno il mondo di persone affascinanti a chiacchiere. Tanto per dirne una, sono vent’anni che De Laurentiis parla di stadio e centro sportivo. Eppure non si è mai visto niente.
Il consenso attorno a questa presunta offerta potrebbe crearsi solo con la credibilità. E la credibilità può essere legata unicamente ai risultati. Al momento la realtà è questa: un’offerta straordinariamente fuori mercato: i 2,2 miliardi di euro per il Napoli non stanno né in cielo né in terra. Stando ai dati di Football Benchmark, neanche l’Inter vale 2,2 miliardi (è quotata a 2,1). La quotazione del Napoli sarebbe di 967 milioni, meno della metà. A questa offerta va aggiunto un progetto avveniristico – illustrato al podcast di Bloomberg – cui però fa da contraltare la triste realtà delle attuali proprietà di Rizzetta e soci. Senza dimenticare che i tifosi stanno osservando quel che sta accadendo al Milan degli americani. Sinceramente, fin qui poca roba per pensare di abbandonare la via vecchia e sperimentare quella nuova.