Leonardo sul calcio italiano ha detto ieri quel che Allegri ripete (inascoltato) da dieci anni
Venne quasi deriso negli studi Sky quando disse che le scuole calcio stavano rovinando il calcio italiano, stavano sopprimendo la creatività. Ora, i fatti gli danno tristemente ragione

Db Torino 05/07/2016 - Basket / Torneo di qualificazione Olimpica FIBA 2016 / Italia-Croazia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri-Leonardo
Benvenuto Leonardo che ha finalmente fotografato il problema del calcio italiano: l’arretratezza dal punto di vista tecnico. Quel che Massimiliano Allegri, inascoltato, denuncia da un decennio.
Il programma di governo di Leonardo e Maldini
Meglio tardi che mai. Ieri nella conferenza stampa più o meno improvvisata alla Lega di Serie A, Leonardo ha tracciato a grandi linee il programma di governo della direzione tecnica sua e di Paolo Maldini. Un programma più che condivisibile, che possiamo sintetizzare nella frase finale: “un calcio forte difensivamente come è sempre stato e in più una cosa che oggi è un’esigenza del calcio”, vale a dire saltare l’uomo, saper fare i dribbling. E cioè, ancora, giocare in verticale, senza quei gli inutili passaggetti in orizzontale. Non potremmo essere più d’accordo con Leonardo di cui riportiamo le dichiarazioni:
“Non c’è mai stata una direzione tecnica che riuniva idee, rapporti. Questo è fondamentale. Va creato un movimento. L’idea è che una direttiva chiara, specifica, arrivi a cascata anche nella squadra di ragazzini di otto anni. Non è una cosa nuova. L’Italia lo sa fare, conosce tuti gli equilibri, poi però per un motivo o un altro non è riuscita a unire tutte queste forze ed è arrivata un livello di cui oggi tutti conosciamo le difficoltà”.

“Il movimento riguarderà molto la parte tecnica. Il calcio italiano è rimasto molto indietro a livello tecnico. Oggi il calcio è giocato molto su uno contro uno, dirbbling, superare in velocità. E oggi il calcio italiano è poco propositivo. Quindi dobbiamo dare ai ragazzi, anche a quelli di oggi che giocano in Nazionale, questa libertà. La nostra scelta sarà molto basata su quello, una metodologia tecnica che speriamo esser disseminata dappertutto e che diventi un calcio forte difensivamente come è sempre stato e in più una cosa che oggi è un’esigenza del calcio”.
Quando Allegri disse: “stiamo trasformando i giovani calciatori in impiegati”
Parole e concetti che ricordano molto quelli che da dieci anni – invano – propone Massimiliano Allegri considerato dai sapientoni l’anti-calcio.
Nel 2018, Allegri dichiarò:
“Cosa si insegna ai bambini? Che il 2 deve dare la palla al 3; il 3 al 4; il 4 al 7. E infine si arriva al 9. E la creatività? Chi insegna al bambino a sviluppare la genialità? Il calcio italiano deve smettere di scimmiottare i metodi dei settori giovanili di altri Paesi. Agli altri piacerebbe copiarci ma non ci riescono perché siamo speciali. Abbiamo doti innate nel confrontarci col pallone. Sono stufo di sentirmi dire “Non vengono fuori talenti”. È vero in parte. L’ultima partita della Nazionale ha dimostrato che l’Italia riesce a proporre giocatori di qualità. Ma sono eccezioni. E spesso sbocciano da soli. Nei settori giovanili si lavora per meccanizzare i giovani. Li trasformiamo in impiegati. Imprigionati in schemi e movimenti fissi. E la creatività? Ce la siamo dimenticata. Torniamo a insegnare ai bambini a giocare divertendosi. Ci sarà il tempo per tattica e tatticismi. Ma difendiamo il nostro dna, la capacità di inventiva. E non è un problema di inseguire o meno vittorie già nelle giovanili. Giocare per vincere aiuta a crescere. Lo spirito deve essere diverso”.

Negli studi di Sky a Max fecero metaforicamente pat pat sulle spalle
Il Napolista ne scrisse e colse la sufficienza con cui Allegri venne trattato anche negli studi di Sky Sport. Il suo calcio – cinque scudetti di fila e due finali di Champions – era considerato il vecchio che ristagnava. Si era in pieno sarrismo, era cominciata la moda di contare i passaggi prima di un gol. La perversione che è dilagata e che ha portato al disastro che è sotto gli occhi di tutti.
A Sky Sport venne trattato come lo scemo del villaggio. Scrivemmo:
Scrivemmo così:
“A Sky la scena di qualche mese fa si è ripetuta recentemente, al termine di Empoli-Juventus, quando Allegri è tornato all’attacco dopo il gol di Cristiano Ronaldo da trenta metri. Prima che il conduttore lo invitasse a non ricominciare lo show, Allegri ha fatto in tempo a dire che le scuole calcio in Italia stanno rovinando i bambini, che i piccoli non si divertono più perché gli allenatori non insegnano più loro a giocare a calcio, non li lasciano liberi di correre dietro a un pallone ma li ingabbiano in determinati schemi. «Stanno rovinando il calcio italiano». Sorrisini a Sky, virtuali pat pat sulla spalla, e ok Allegri può andare”.