Le parole di De Bruyne meritano di ascoltate più che giudicate
POSTA NAPOLISTA - di Emanuele Amoruso. Avrebbe potuto evitare uno sfogo pubblico. Ma è venuto a Napoli per restare competitivo ai massimi livelli, ora toccherà ad Allegri e al club capire come valorizzarlo

Napoli's Belgian midfielder #11 Kevin De Bruyne controls the ball during the Italian Serie A football match between Napoli and Lazio at the Diego Armando Maradona stadium in Naples on April 18, 2026. Carlo Hermann / AFP
De Bruyne ha aperto il vaso di Pandora
Noa Lang è stato probabilmente il primo a dare sfogo alla propria frustrazione per la preparazione di Antonio Conte. Lo fece in un momento in cui sembrava che la sua carriera fosse lontana da Napoli, salvo poi ridimensionare il tutto quando il suo ritorno apparve possibile.
Al di là delle ricostruzioni più fantasiose circolate nelle ultime settimane, la sensazione che una parte della rosa non fosse pienamente a suo agio con i metodi di lavoro di Conte è emersa più volte. Le dichiarazioni del procuratore di Lobotka lo scorso anno, quelle di Giuffredi sulla gestione di alcuni suoi assistiti come Vergara, Ambrosino e Marianucci, fino alle recenti parole di Pastorello sul futuro di Meret, sembrano andare tutte nella stessa direzione.

De Bruyne non deve dimostrare niente a nessuno
De Bruyne, forse, ha semplicemente detto ciò che pensava. E lo ha fatto con il peso specifico di una carriera che gli consente di parlare senza dover dimostrare nulla a nessuno. Fa ancora più effetto perché Conte, per inserirlo in squadra, aveva modificato assetto tattico e alcune delle proprie convinzioni.
Credo che tutti i protagonisti dello Scudetto e della Supercoppa siano orgogliosi di essere stati allenati da Conte. Allo stesso tempo, però, è possibile che molti si aspettassero una gestione diversa per affrontare le varie competizioni, con una rotazione più ampia e una pressione fisica meno costante. Soprattutto nell’anno del Mondiale.
Sul campo nessuno ha mai tirato indietro la gamba. Ma è altrettanto vero che nella carriera di Conte si è sempre parlato di allenamenti durissimi, di richieste al limite e di una grande intensità quotidiana. Un metodo che spesso porta risultati immediati, ma che raramente dura oltre due o tre anni.

I club allenati da Conte hanno continuato vincere anche senza Conte
Curiosamente, molti dei club lasciati da Conte hanno continuato a vincere o addirittura migliorato alcuni risultati dopo il suo addio: la Juventus con Allegri, il Chelsea con Sarri, l’Inter con Inzaghi e il Tottenham con Postecoglou. A Napoli l’augurio è che possa accadere lo stesso.
De Bruyne avrebbe probabilmente potuto evitare uno sfogo pubblico. Anche perché il meglio del suo calcio a Napoli non lo abbiamo ancora visto. Le sue parole possono essere lette in tanti modi: come un messaggio d’addio, come una richiesta di maggiore attenzione alla gestione fisica della squadra o semplicemente come il desiderio di vivere gli ultimi anni della carriera nelle migliori condizioni possibili.
Ora toccherà ad Allegri e alla società capire come valorizzarlo. Perché De Bruyne è venuto a Napoli per restare competitivo ai massimi livelli, nonostante l’età. E forse, proprio per questo, le sue parole meritano di essere ascoltate più che giudicate.
Emanuele Amoruso