La Turchia ha chiesto di ripetere la partita col Paraguay per il caso orologio

Eliminata ai gironi dei Mondiali dopo il ko col Paraguay, la Turchia di Montella non si è arresa subito, ma la Fifa ha detto no.

La Turchia ha chiesto di ripetere la partita col Paraguay per il caso orologio

SANTA CLARA, CALIFORNIA - JUNE 19: Vincenzo Montella, Head Coach of Turkiye, looks on before the FIFA World Cup 2026 Group D match between T¸rkiye and Paraguay at San Francisco Bay Area Stadium on June 19, 2026 in Santa Clara, California. Richard Heathcote/Getty Images/AFP (Photo by Richard HEATHCOTE / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

C’è chi le prova davvero tutte. Eliminata clamorosamente già ai gironi dei Mondiali, la Turchia di Vincenzo Montella ha lavorato sottotraccia per non tornare a casa così presto: secondo la Gazzetta dello Sport, la federazione ha chiesto alla Fifa di ripetere la partita persa contro il Paraguay, quella che le è costata l’eliminazione.

La Turchia voleva ripetere la partita: la richiesta alla Fifa

Il pretesto è l’arbitraggio del salvadoregno Iván Bartón. Sotto accusa, prima di tutto, l’espulsione di Almiron per la mano davanti alla bocca, la prima in assoluto con la nuova “regola Vinicius”. Ma la prova ritenuta più consistente è un’altra. La federazione, racconta la Gazzetta, ha portato diverse prove davanti alla Fifa, convinta che un secondo episodio meritasse un cartellino pesante. Il presidente Ibrahim Haciosmanoglu lo ha detto senza giri di parole: “Anche se c’è l’uno per cento di possibilità, facciamolo. Difendiamo i nostri diritti”. Sapendo, in cuor suo, di chiedere quasi l’impossibile.

Il caso dell’orologio: Galarza lo raccoglie e lo indossa

L’episodio è surreale. Durante una mischia, l’arbitro Bartón ha perso l’orologio; Matías Galarza — autore tra l’altro del gol-lampo dopo appena 65 secondi — lo ha raccolto da terra e, curiosamente, lo ha indossato al polso, salvo poi restituirlo. Un gesto bizzarro, diventato virale sui social, che secondo la Turchia sarebbe valso almeno l’ammonizione: e poiché Galarza era già diffidato, si sarebbe trasformata in rosso. Con l’uomo in più, sostengono i turchi, la gara avrebbe potuto avere un altro corso. Un’altra pagina della lunga scia di episodi arbitrali che accompagnano questi Mondiali.

Turchia

La Fifa dice no: “L’errore non ha compromesso la gara”

La risposta, però, è stata negativa. La Fifa ha respinto la richiesta spiegando che quell’errore non ha compromesso la direzione della partita: l’arbitro Bartón aveva con sé un secondo sistema di cronometraggio, usato proprio nei momenti in cui non indossava l’orologio. I presunti errori, insomma, non bastano per annullare e far ripetere Turchia-Paraguay. Così l’avventura della Turchia finisce qui, con l’ultima gara contro i padroni di casa ridotta a un addio. Un epilogo amaro per Montella, che aveva acceso grandi aspettative dopo aver riportato la Turchia ai vertici in pochi mesi, e un’altra stranezza di un torneo a 48 squadre già ricco di sorprese.