Il calcio europeo si sta sempre più americanizzando, anche perché i soldi li mettono loro

Lo vedremo anche ai Mondiali, scrive il Financial Times: più pause, più pubblicità. In Europa le regole sono più morbide e i capitali Usa stanno ci stanno invadendo anche con la loro cultura. I fondi spesso sono un "pacco"

Il calcio europeo si sta sempre più americanizzando, anche perché i soldi li mettono loro

Dan Friedkin Ryan Friedkin during the Pre-Season Friendly 2022/2023 match between AS Roma vs Shakhtar Donetsk at the Olimpic Stadium in Rome on 07 August 2022. (Photo by Fabrizio Corradetti/LiveMedia/NurPhoto) (Photo by Fabrizio Corradetti / NurPhoto / NurPhoto via AFP)

Infantino aumenta le pause: più pause, più pubblicità

Il calcio a forma di Stati Uniti è già in mezzo a noi, solo che lo vedremo davvero – esplicito – tra poco, ai Mondiali. L’intervallo con Madonna, Shakira e i BTS, i personaggi di Sesame Street e dei Muppets.Mma l’estetica da Super Bowl è solo una parvenza. È nella sostanza finanziaria che il pallone americano s’è già impossessato di quello Europeo. Ai Mondiali Infantino si è ritagliato tre minuti di pausa per tempo a causa del caldo. Saranno sei minuti di spot pubblicitari. In media nelle partite di Nfl c’è un’ora di pubblicità. E infatti ai Mondiali l’intervallo potrebbe durare anche più di quindici minuti. Ma non si tratta solo di folklore, come amiamo dire in Europa. È nei consigli di amministrazione dei club europei, che si consuma il trapianto, scrive il Financial Times. È proprio diversa la cultura. L’approccio al business.

Ted Lasso fonseca

Negli ultimi dieci anni, il capitale statunitense ha rimodellato il calcio globale a propria immagine: 117 club europei sono oggi di proprietà americana. Più della metà delle squadre della Premier League, oltre un terzo della Serie A, più di un quarto della Ligue 1″. Gli esempi sono tanti: i Glazer al Manchester United (da più do vent’anni), il Liverpool, l’Arsenal, la Roma, l’Inter, il Milan, l’Atlético Madrid eccetera eccetera. Dentro c’è un po’ di tutto: fondi di private equity, star dello spettacolo come Ryan Reynolds, Snoop Dogg e Tom Brady, e miliardari che cercano diversificazione. “Ma la logica finanziaria è comune: il calcio è commercialmente arretrato rispetto agli sport americani, e dunque offre margini di crescita enormi. Un club NBA vale oggi oltre quattordici volte i propri ricavi; un top club europeo appena 4,2 volte”.

In Europa le regole sono più morbide

Ovviamente il calcio è nel frattempo penetrato nella cultura americana. Messi all’Inter Miami, la serie Ted Lasso su Apple Tv, la crescita della Premier League. “Eppure l’ottimismo convive con qualche ombra. Il rapporto Uefa di quest’anno certifica che i club europei hanno perso complessivamente oltre un miliardo di euro nell’ultima stagione, nonostante ricavi record di 30 miliardi. Tra i cinque club con le perdite maggiori, quattro sono a controllo americano. Chelsea, Manchester United e Arsenal, i tre maggiori spendaccioni netti degli ultimi cinque anni, sono tutti di proprietà americana”.

“Secondo analisti e consulenti, scrive ancora il Financial Times – l’afflusso di capitali statunitensi è stato determinato da una serie di fattori, tra cui il boom globale degli asset legati allo sport e un’ondata di denaro americano in cerca di investimenti. Le regole relativamente permissive del calcio in materia di proprietà hanno reso questo sport un luogo ideale per investire. Ad esempio, le società di private equity non possono acquisire partecipazioni di controllo nelle grandi squadre sportive statunitensi e vigono rigidi limiti all’indebitamento”.

Cardinale Milan RedBird direttore sportivo congerton cogerton

Molti vedono il calcio come commercialmente sottosviluppato. Negli ultimi anni, i club hanno speso miliardi di dollari per portare i loro stadi più in linea con gli standard statunitensi, con molti più posti Vip e la flessibilità di ospitare musica e altri eventi sportivi, come nelle partite della Nfl.

Parla anche Cardinale

Nel pezzo dell’Ft parla anche Gerry Cardinale il signor Milan:

“Negli Stati Uniti, i prezzi d’ingresso sono saliti alle stelle. Quindi la gente guarda al calcio europeo e dice: questa è un’opportunità per acquistare un’opportunità globale di intrattenimento ed economica a prezzo scontato. L’opportunità economica è enorme perché lo sport non è ancora stato professionalizzato come hanno fatto gli sport americani”.

Il calcio europeo era in crisi e in affanno economico, e gli investitori americani si sono tuffati.