A Roma sei anni di Friedkin: sei anni di nulla. Mai una qualificazione Champions

L'unico che ha portato un trofeo ed emozioni è stato Mourinho (oltre che Ranieri) trattato dai media italiani come se fosse un appestato. Il Messaggero mette insieme i sei campionati della Roma americana

Napoli

Dc Roma 30/11/2025 - campionato di calcio serie A / Roma-Napoli / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: tifosi Roma

C’è un bel pezzo oggi sul Messaggero, prima pagina dello sport. Lo firmano Alessandro Angeloni e Stefano Carina. È più che giornalismo. È una seduta collettiva di psicoterapia. Il quotidiano romano compie un’operazione sentimentalmente devastante per i tifosi romanisti: li piazza tutti davanti a uno schermo dove scorrono i sei anni di presidenza di Friedkin. Sei anni e nemmeno una qualificazione Champions. Manco per sbaglio. E ora, come scrive il quotidiano diretto da Roberto Napoletano, si allunga l’ombra del flop sul primo anno di gestione Gasperini che a lungo è stato trattato come una specie di santone e ancora è trattato con i guanti bianchi. Oggi però Il Messaggero scrive di rischio flop.

Le prime righe dell’articolo sono eloquenti:

“Sei anni di vorrei ma non posso. Colpe sparse qua e là, non sempre ascrivibili agli allenatori, ma anche; non sempre ascrivibili (solo) alla società, ma anche. Risultato: quest’anno è come gli altri”.

Nulla è cambiato nella Roma giallorossa. Ogni anno, lo stesso film. L’unico che ha portato qualcosa di diverso, che ha portato entusiasmo e anche una vittoria, è stato José Mourinho. Lo scriviamo noi, ovviamente. Visto che Mourinho è trattato dai media italiani come se fosse un appestato, un Allegri minore per capirci. La Roma con Mourinho non ha centrato la qualificazione Champions ma almeno ha vinto una Conference e ha portato la Roma in finale di Europa League (persa ai rigori con un arbitraggio che rimarrà nella storia). Il resto è il nulla impastato col niente, fatta eccezione per la straordinaria stagione con Ranieri in panchina che lo scorso anno ha preso la Roma dai bassifondi e l’ha portata a un passo dalla Champions. Mourinho e Ranieri. Entrambi oggi trattati con sufficienza da tanti opinionisti nostrani.

Il Messaggero ricorda che:

al massimo, dopo 33 giornate, questa squadra (seppure cambiando molti interpreti in campo e fuori, con i Friedkin siamo al quarto ds) si è assestata sui 58 punti, mai raggiungendo il traguardo sperato (e ormai maledetto) del quarto posto Champions, che manca ormai da otto anni.

E giustamente si chiede:

Possibile che la Roma non abbia mai avuto una squadra da quarto posto? No. Possibile che da queste parti non si possa pensare di essere per una volta il Bologna, che in una stagione magica, in Champions c’è andato? Evidentemente no, non si può.

Ricorda come la squadra sia sparita dal campo dopo lo scontro diretto contro la Juventus gettato alle ortiche. È assurdo: osannano Gasperini che a gennaio ha avuto il centravanti più forte della Serie A: Malen (Ranieri si arrangiava con Shomurodov, tanto per capirci). La Roma ha sciupato la partita di Napoli (due volte in vantaggio) e quella con la Juve (vinceva 3-1 all’Olimpico fino al minuto 78). Dopo Roma-Juve, ripete il quotidiano, la Roma è “sparita tecnicamente, dissolta, precipitata: ora è sesta e ci risiamo”.

Infine gli infortuni: diciassette lesioni muscolari. Chi glielo dice ai tifosi del Napoli convinti che solo a Napoli ci si infortuna.

Poveri romanisti ostaggio dei Friedkin e di una narrazione favolistica. Di questo passo, finiranno con Gattuso allenatore.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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