Belgio opaco con l’Egitto, ma la stampa estera incorona Lukaku: “La sua presenza è un miracolo”
Pareggio deludente del Belgio all'esordio mondiale, 1-1 con l'Egitto, e la stampa internazionale non fa sconti a Garcia. Ma su un punto sono tutti d'accordo: l'ingresso di Lukaku ha cambiato la partita. "La sua presenza è un miracolo", scrive L'Équipe.

Belgium players celebrate after scoring during the FIFA World Cup Group G football match between Belgium and Egypt at Seattle Stadium in Seattle, United States, on June 15, 2026. Egypt began their 2026 World Cup campaign with a 1-1 draw against Belgium after Emam Ashour opened the scoring before Belgium equalised through an own goal following the introduction of substitute Romelu Lukaku. (Photo by Adel Eissa / Middle East Images / Middle East Images via AFP)
Una prestazione tutt’altro che brillante, un 1-1 sofferto con l’Egitto all’esordio mondiale. Eppure, sfogliando la stampa internazionale, il nome che esce a caratteri cubitali è uno solo: Romelu Lukaku. I quotidiani europei bocciano il Belgio di Garcia, ma incoronano l’attaccante del Napoli, entrato a gara in corso e capace di ribaltare l’inerzia.
La prestazione opaca: i giornali bocciano il Belgio
Sul giudizio alla squadra c’è poco da discutere. De Telegraaf è netto: “Il Belgio ha faticato a pareggiare contro l’Egitto nella gara d’apertura del Mondiale. Un avvio deludente per la squadra del ct Rudi Garcia, nonostante uno spettacolo notevole. Il Belgio dovrà fare di più contro Iran e Nuova Zelanda”. Ancora più dura L’Équipe: “Era da molto tempo che il Belgio non veniva così dominato. È mancato il controllo del pallone e la precisione in attacco”. E ancora: “L’Egitto ha pressato di continuo, gli egiziani sono stati più aggressivi nei duelli: per lunghi tratti è sembrato che avrebbero vinto loro”. Anche The Guardian, pur esaltando la cornice (“gli spalti dello stadio di Seattle hanno letteralmente tremato durante le esultanze”), ha bacchettato due campioni di Premier: “L’Egitto è stato proattivo nel coprire Jeremy Doku, raddoppiando spesso sulla sua fascia. Dall’altro lato, Leandro Trossard sembrava indeciso sul da farsi e ha perso il pallone tre volte nella prima mezz’ora”.
Ma su Lukaku è un coro di elogi
Sull’uomo del Napoli, invece, il tono cambia di colpo. The Guardian parte dai timori sulla condizione: “Il 33enne Lukaku ha giocato solo 40 minuti in Serie A col Napoli in questa stagione, il che faceva temere che il miglior marcatore di sempre del Belgio non fosse abbastanza in forma per il Mondiale”. Salvo poi rovesciare la prospettiva: “Eppure questo potrebbe aver reso il ruolo di subentrante più adatto a lui”. L’Équipe, che non gli ha nemmeno assegnato un voto per il cameo troppo breve, è entusiasta lo stesso: “Una stagione di soli 64 minuti giocati non esclude un buon Mondiale. Lukaku, la cui presenza è considerata un ‘miracolo’, ha già fatto un buon inizio: ha fatto scalpore dal momento in cui è entrato”. E avverte: “La sua forza fisica e il suo fiuto del gol potrebbero fare la differenza, se il Belgio supererà i gironi”. Chiude il cerchio Voetbal International, che incorona “il pubblico il grande vincitore” e fotografa l’istante chiave: “Lukaku era nel posto giusto: il difensore egiziano Mohamed Hany ha messo la palla nella propria porta, per l’1-1. Il Belgio, contro ogni pronostico, ha improvvisamente potuto sentire profumo di vittoria”. Insomma, il goleador e leader “per sempre” — quello che, dopo i mesi di stop in Belgio e la pace ritrovata col club — resta decisivo anche dalla panchina. E per il Napoli, alle prese con il rebus sul suo futuro, la fotografia della stampa estera è una buona notizia: Big Rom c’è.