Il Napoli e Allegri: una società senza struttura industriale con un tecnico senza struttura di gioco
POSTA NAPOLISTA - La somma di due non strutture può generare qualcosa di buono? Normalmente no, ma in questo caso è una questione di "uomini".

Db Milano 124/05/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Cagliari / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
Caro Max (nome rischioso di questi tempi…),
alla fine sembra che arrivi il toscanaccio isterico, se nella babele milanista riusciranno a liberarlo, dopo averlo esonerato.
Per inquadrare la prossima stagione, a mio parere, bisogna chiedersi perché una società senza struttura industriale ingaggi un tecnico senza struttura di gioco. La somma di due non strutture può generare qualcosa di buono? Normalmente no, ma in questo caso è una questione di “uomini”.

Anche De Laurentiis ha commesso i suoi errori
L’uomo alla guida della società è un imprenditore più bravo della media (bassa) dei suoi colleghi e per questo ha generato buoni bilanci e vittorie. Ma non senza qualche errore.
Lo scorso anno, per tenersi – a furor di popolo – il tiranno salentino, fresco di insperato scudetto e specialista nel far svenare le società dove opera, si è fatto incastrare in una dispendiosa campagna acquisti che non ha fruttato i risultati sperati, in primis in Europa.
Nel frattempo, il tiranno ossessivo-logorante ha apparecchiato una sontuosa tavola, composta da un ampio organico (circa 35 giocatori coi rientri dai prestiti), da disciplina e mentalità vincente, ma ha deciso poi di non sedersi a godersela, come sua abitudine masochistica, e di lasciare tanto ben di dio al suo successore.
Una situazione simile a quando lasciò la Juve nel 2014, anche lì per problemi di ristoranti, lasciando che il furbo uomo toscano sfruttasse la situazione, vincesse 5 scudetti consecutivi e raggiungesse 2 finali di champions. Chapeau.

La scommessa di Allegri sarà far fruttare la rosa messa a disposizione di Conte
La scommessa del prossimo anno è quindi quella di far fruttare l’importante organico, già vincente, i 200 milioni investiti la passata stagione e valorizzare il duro e prezioso lavoro del sergente di ferro salentino.
Si riuscirà a ripetere quel vecchio schema del 2014, quando l’Italia ancora andava ai Mondiali contando proprio sulla rocciosa difesa contiano-juventina (Buffon, Chiellini, Bonucci, Barzagli), oggi che non ci andiamo più?
Sarà una questione di uomini, opportunistica, e non di strutture, strategica.
Cari saluti,
Lettera firmata