Attento Napoli, la trattativa Gila è un groviglio psicanalitico: bisogna conoscere l’universo Lazio

Il club costretto ad addentrarsi nella matassa psicologica dell'universo Lazio, tra Lotito che chiede 30 milioni, i tifosi che non vogliono Lotito, la lazialità, Gattuso che ne farebbe un punto d'onore. Serve uno bravo

Attento Napoli, la trattativa Gila è un groviglio psicanalitico: bisogna conoscere l’universo Lazio

Dc Roma 26/10/2025 - campionato di calcio serie A / Lazio-Juventus / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: tifosi Lazio

Manna legga qualcosa di Fromm

Giovanni Manna farebbe bene ad acquistare qualche libro di Erich Fromm vecchio mental coach della scuola di Francoforte. Il Napoli ha deciso di sfidare le sorti dell’abisso, di addentrarsi laddove regnano altre leggi. Le leggi che sovrintendono all’imperscrutabile universo della lazialità. Se non avete vissuto almeno un anno a Roma, non potete immaginare che cosa significhi essere laziali nella capitale (e anche perché è impossibile non simpatizzare per loro). Laddove il romanista si sente il padrone, se ne va smargiasso per tutt’a città (modello Sarracino), e osserva con finta sufficienza questo microcosmo che si muove silenziosamente ma c’è eccome. “Noi che abbiamo portato il calcio a Roma” è uno degli slogan must dell’altra faccia della capitale. Perché la Lazio è nata nel 1900, ventisette anni prima della Lupa.

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Servirebbe un corso universitario per comprendere la Lazio e la lazialità. Pur non essendo mai stato un appassionato di calcio, De Laurentiis qualcosa dovrebbe saperne. È una storia troppo intricata per non aver affascinato un curioso come lui. Il punto oggi è che il Napoli ha deciso di trattare Mario Gila difensore centrale scuola Real Madrid che è all’ultimo anno di contratto con la Lazio. Ma Lotito chiede lo stesso trenta milioni. Per mille motivi. Un po’ perché è fatto così. È sempre stato così. È geneticamente contrario ai cinquanta giorni da orsacchiotto. Sempre e solo uno da leone.

Lotito è un po’ Mandrake con Mafalda quella di “Febbre da cavallo”

Adesso poi Lotito è un po’ Mandrake con Mafalda, “c’ha certi cazzi che nemmeno tu che sei pratica li hai visti mai” (cit.). Ha tutta la tifoseria contro. Il mondo Lazio non lo vuole più. Qualche anno fa, gli hanno fatto pure il funerale, nel vero senso della parola. Lo considerano un tappo allo sviluppo della squadra. Soprattutto rinnega e vìola i principi della lazialità. Secondo loro offende. Insomma tutto quell’armamentario che a Napoli conosciamo bene perché anche qui per anni hanno contestato De Laurentiis. Volevano mandarlo a Bari. Povero Lotito, è stato costretto a una lettera sul Messaggero che i tifosi hanno usato seguendo quella vecchia indicazione di Totò a proposito della carta bianca nel film “I due colonnelli”.

Poi gratta gratta nei due decenni di Lotito, la Lazio ha vinto più della Roma. Ma un po’ sono vittime di complessi di inferiorità che se li mangiano. Un po’ i romanisti comunque hanno giocato una semifinale di Champions e soprattutto adesso sembrano lanciati chissà verso quale universo. Un po’, ogni volta sul più bello Lotito vende qualche pezzo del giocattolo (ma lo fanno tutti eh). E un po’, diciamolo, i laziali vivono in uno specchio deformante. Hanno una percezione distorta del loro valore nella storia del calcio italiano. Nel loro vissuto, Cragnotti (finito in bancarotta fraudolenta: condannato a 5 anni e 3 mesi) ha rappresentato un’eccezione non certo la regola. E Lotito non è affatto Cairo. Ma proprio per niente. Non sarà simpatico (a noi lo è) ma è tutto da stabilire che dopo di lui venga uno che faccia meglio. Magari se li compra la RedBird di cardinale e poi li vogliamo vedere. Ma adesso sono tutti in sciopero. Sull’Aventino. Non vanno allo stadio. Non guardano le partite in tv. Si sono tagliati il pisolino per fare dispetto alla moglie.

Per comprare Gila, serve un corso di Lazio e lazialità

Ecco, in questo incastro di nodi irrisolti, si inserisce il Napoli che tomo tomo cacchio cacchio vorrebbe portarsi a casa Gila. Il Corriere dello Sport, che di lazialità ne sa, scrive che “la Lazio ha promesso a Gattuso di tenerlo. Solo un’offerta di 30 milioni cambierebbe gli scenari, il patto con Rino è chiaro. Meglio non tradirlo”. Il laziale sta messo talmente male che adesso si è aggrappato persino a Gattuso (pensa te). Il tutto dopo aver salutato con una lettera strappalacrime il comandante Sarri nuovo idolo dell’universo biancazzurro. Secondo la Gazzetta è proprio Ringhio che potrebbe dare una mano all’operazione perché a lui non dispiacerebbe Lucca come contropartita. Ma nella Lazio comanda solo Lotito che poi quasi sempre prende le decisioni migliori (lo diciamo a bassa voce sennò i laziali si incazzano).

Il Napoli rifletta bene. De Laurentiis chieda a Montesano e ad altri laziali del suo giro romano. Altrimenti il club rischia di impiccarsi. Non è solo calcio. Ci sono altre leggi che ora sovrintendono al pianeta Lazio. E se non le si conosce, si va a sbattere.