Accettare Allegri, il “Maxiavelli” che fa al caso del Napoli: la nuova puntata del Podcast Antifútbol
È un resultadista, viene da una stagione flop, predica un gioco che molti trovano orribile. È stato l'uomo-immagine della Juve e la nemesi del triennio sarriano. Eppure Allegri al Napoli può essere la scelta giusta

AC Milan's Italian head coach Massimiliano Allegri looks on ahead of the Italian Serie A football match between AC Milan and Cagliari at the San Siro Stadium in Milan on May 24, 2026. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)
È un resultadista. Viene da una stagione flop. Predica un gioco orribile. E ancora: è stato un uomo-immagine della Juve, è l’allenatore che ha strappato uno scudetto e mezzo al Napoli, è la nemesi — insomma — del triennio sarriano. Sulla carta, l’identikit perfetto del tecnico che un tifoso azzurro non vorrebbe mai.
Massimiliano Allegri al Napoli non è ancora ufficiale, ma ha già provocato molti mal di pancia tra i tifosi. Una diatriba che spacca la piazza in allegriani e anti-allegriani. Eppure, abbassata la guardia della più epidermica antipatia, vale la pena accettare la nomina. Non solo per preservare la serenità, come suggerirebbe la psicanalisi. Per cos’altro?
Ne parliamo nell’ottava puntata di Antifútbol. Il pragmatismo di Allegri, toscano come Machiavelli, è il miglior strumento per un Napoli che vuole continuare a essere competitivo — lo stesso pragmatismo che De Laurentiis e Manna hanno scelto come vero piano A, con un contratto che porta in dote anche un bonus scudetto e tanta voglia di rivincita. E a chi obietta che il suo stile è desueto e preferisce l’eccezionalismo del bel gioco, osserviamo una cosa sola: è il metodo l’arma vincente di “Maxiavelli”.
🎧 Ascolta l’ottava puntata di Antifútbol
Per le musiche si ringraziano gli O’Funk’Illo (Yo lo coloco) e Marco Crimaldi.
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