Sarri scarica la Lazio: “Mai ascoltato, non sono felice”. Ma il nodo è il contratto fino al 2028
Pronto all'addio dopo il duro sfogo in conferenza contro la dirigenza della Lazio. Il tecnico strizza l'occhio a un ritorno al Napoli, ma resta il grande scoglio del contratto. Intanto Lotito valuta Palladino e Runjaic.

Maurizio Sarri in action during the Coppa Italia match between Atalanta BC and SS Lazio at New Balance Arena in Bergamo, Italy, on April 22, 2026. (Photo by Mairo Cinquetti/NurPhoto) (Photo by Mairo Cinquetti / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
L’idillio tra Maurizio Sarri e la Lazio è giunto ai titoli di coda. È bastata la consueta conferenza stampa per far esplodere tutte le insofferenze del tecnico toscano verso la gestione societaria di Claudio Lotito. Tra messaggi diretti alla dirigenza, lamentele sulla mancanza di programmazione e veri e propri attestati di stima nostalgici rivolti al Napoli di Aurelio De Laurentiis, la rottura appare ormai insanabile. Sullo sfondo, però, resta lo scoglio di un contratto pesante e un valzer di panchine già partito.
Lo sfogo di Sarri in conferenza
Le parole dell’allenatore non lasciano spazio a interpretazioni diplomatiche. Sarri ha messo la società spalle al muro, lamentando una totale mancanza di comunicazione e condivisione dei progetti tecnici.
“Quest’anno non mi è piaciuto, non sono mai stato ascoltato e non sono felice. Uno deve parlare dell’ambiente e separatamente della società: a livello di ambiente, rimarrei. A livello societario… forse se i piani non collimano è meglio separarsi. Di piani io non ne ho sentiti”.
Una frattura netta, che rimanda la palla nel campo di Lotito: “Facciamo questa partita e vediamo cosa mi dice la società, per ora nessuno mi ha detto nulla”.

La nostalgia azzurra e il paragone che boccia Lotito
A rendere ancora più esplicito il mal di pancia romano è arrivato il confronto diretto con il suo passato in Campania. Sollecitato su un possibile paragone tra le gestioni di Lotito e De Laurentiis, Sarri ha di fatto bocciato l’attuale assetto biancoceleste per esaltare le fondamenta del club azzurro:
“Quel Napoli era una squadra di livello assoluto, almeno qualitativamente. Era una squadra che era arrivata a una media di 88 punti stagionali, c’erano basi più solide”.
Un messaggio tutt’altro che velato, che alimenta inevitabilmente le voci di mercato: come riportato anche dalla Gazzetta dello Sport, l’allenatore è sempre più attratto da un clamoroso ritorno sulla panchina del Napoli, pur con l’Atalanta alla finestra come possibile alternativa.

Il nodo economico
Se le intenzioni sembrano chiare, la burocrazia aziendale racconta un’altra storia. Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, il divorzio non sarà una passeggiata. Sarri è legato alla Lazio da un contratto blindato fino al giugno 2028, a cifre pesanti (3 milioni netti a stagione). Un accordo che non può essere stracciato senza un’intesa economica o una buonuscita, considerando che Lotito ha spesso punzecchiato il tecnico durante l’anno, ma si è ben guardato dall’esonerarlo formalmente.
Un incontro chiarificatore è previsto in settimana, ma in casa Lazio è già tempo di futuro: il club capitolino si sta già cautelando e valuta i profili di Raffaele Palladino e Kosta Runjaic per inaugurare il nuovo corso post-Sarri.