Sarri: “Quest’anno sono stato ascoltato zero, nessuno mi ha parlato di programmi futuri”
A Dazn: "Come ambiente avrei voglia di rimanere perché mi sento parte integrante, ma se i piani con la società non collimano non ha senso continuare. De Laurentiis? Quella squadra aveva un livello tecnico assoluto, così come la mia Lazio del primo triennio"

Maurizio Sarri in action during the Coppa Italia match between Atalanta BC and SS Lazio at New Balance Arena in Bergamo, Italy, on April 22, 2026. (Photo by Mairo Cinquetti/NurPhoto) (Photo by Mairo Cinquetti / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, nel suo intervento a Dazn post-partita è stato diretto (come sempre è) relativamente al futuro in biancoceleste e al modo in cui si è sentito trattato negli ultimi tempi tutto considerando. La Lazio è in caduta libera praticamente dall’inizio di questa strana stagione. Tra mercato bloccato, acquisti discutibili e cessioni complicate, oltre a questioni interne singolari, la squadra di Sarri ha espresso in pochissime occasioni un buon gioco e si è piazzata a metà classifica forse perché di più proprio non poteva fare. Anzi si può quasi dire che sia un miracolo che in queste condizioni (per esempio così è successo alla Fiorentina) non si sia fatta risucchiare neanche per un attimo in zona retrocessione. Oggi ha perso 2-0 contro la Roma di Gasperini che si è preso la Champions. O comunque è questione di tempo perché accada.
Sarri: “Non mi sono sentito ascoltato, ogni allenatore vorrebbe voce in capitolo”
Al netto di quello che pensa il club, che idea si è fatto? Sente la forza di voler restare?
Lei ha voglia di restare?
“Della partita non importa niente a nessuno. Uno deve parlare in maniera separata dell’ambiente e della società. A livello ambientale avrei voglia di rimanere, mi sento parte integrante. A livello societario forse se i piani non collimano è inutile continuare ad andare avanti. Non ho sentito piani, non so dare una risposta precisa. Bisogna distinguere i due aspetti”.

Il rapporto tra Sarri e Lotito
Dunque il punto centrale è il rapporto tra Sarri e Claudio Lotito. Il tecnico aveva bisogno di una costruzione coerente della rosa, di giocatori adatti al suo sistema e di un ambiente che sostenesse un percorso tecnico preciso. La società, invece, ha continuato a muoversi secondo logiche proprie, più attente all’equilibrio economico che alla coerenza tattica.
Quanto è lontana la Lazio dall’anno zero del suo primo triennio alla Lazio?
“Quella era molto più qualitativa. Poi alla fine arrivò seconda. La qualità media della rosa era più elevata. Se l’anno prossimo sarà davvero l’anno uno è da vedere, ci sono tanti giocatori in scadenza”.
La gestione di Lotito può avvicinarsi nelle idee e ambizioni di De Laurentiis?
“Quella era una squadra di un livello tecnico assoluto, era forte. Finita la costruzione del primo anno e mezzo, ha fatto 91 punti e non solo. C’erano delle basi molto più solide e qualitative”.