Conte non si è sentito difeso da De Laurentiis, gli lascia 7 milioni netti

Repubblica: il secondo posto in città è vissuto come un fallimento, gli hanno imputato gli infortuni e Adl non è mai intervenuto. La piazza ha trasformato l'emergenza in una colpa 

Conte non si è sentito difeso da De Laurentiis, gli lascia 7 milioni netti

Ni Napoli 14/03/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Lecce / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Antonio Conte

Non ne fa una questione di soldi Antonio Conte. Se ne va e basta. Se ne va perché non si sente più a casa sua. Non si sente più protetto. Il tecnico del Napoli non ha avvertito la protezione del club nel momento in cui in città hanno cominciato a subissarlo di critiche. Gli hanno imputato di tutto, compresi gli infortuni ai calciatori. A Napoli il secondo posto è vissuto come un fallimento (fu lo stesso anche con Ancelotti, quell’anno c’era la prima Juventus di Ronaldo). E quindi saluterà la città dopo un biennio in cui ha vinto uno scudetto e centrato un secondo posto, oltre alla Supercoppa.

De Laurentiis col suo silenzio ha dato l’idea di condividere le critiche

Scrive Repubblica con Marco Azzi:

A Napoli persino il secondo posto dietro l’angolo è stato etichettato come un fallimento e lo staff tecnico è stato investito da critiche su preparazione, infortuni, mercato, qualità del gioco. Nel silenzio di De Laurentiis, che ha dato così la sensazione di condividere le accuse rivolte al condottiero, non prendendo le distanze dal malumore che ha circondato la squadra.

E ancora:

La piazza ha trasformato l’emergenza in una colpa

Conte ha fatto buon viso a cattivo gioco. «Bisogna arrivare in porto». Lukaku è stato fuori per l’intera stagione, Anguissa, De Bruyne e Rrahmani per 4 mesi, Di Lorenzo e Gilmour per 3, Lobotka e McTominay per 2. Ma a turno sono finiti in infermeria quasi tutti i giocatori del Napoli, anagraficamente tra le squadre più vecchie in serie A. Un’emergenza mai vista, trasformata da giustificazione in colpa da una parte della piazza. È stato quello l’attimo in cui il pensiero del divorzio anticipato s’è fatto strada nella mente del tecnico, che ha avvisato De Laurentiis a metà aprile e rinuncerà al ricco ingaggio (7 milioni) del suo contratto, in scadenza nel 2027. Il presidente ha provato a fargli cambiare idea quasi pro forma («Se vuole la Nazionale non lo fermerò») e poi se n’è fatto una ragione. 

Nell’anno del centenario il Napoli perde il suo tesserato di gran lunga più rappresentativo. De Laurentiis evidentemente non si è reso conto quanto il solo Conte abbia fatto cambiare la percezione del club e della forza della squadra. Nella sua storia il Napoli non ha mai vinto un campionato come quello scorso sul filo di lana e probabilmente – anzi sicuramente – da squadra più debole ma più forte dal punto di vista mentale. Lo sconfittismo regna sovrano in città. E quindi Conte e il Napoli si separano.