Sarri deve prima dare le dimissioni dalla Lazio (e forse rinunciare a un bel po’ di mensilità)
Come ricorda la Gazzetta, c'è un contratto blindato fino al 2028 e un presidente (Lotito) pronto a esigere le dimissioni e un corposo risarcimento prima di lasciarlo scappare.

Dc Roma 14/02/2026 - campionato di calcio serie A / Lazio-Atalanta / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Maurizio Sarri
Tutti dicono Sarri di qua, Sarri di là. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, con il Comandante improvvisamente assurto a salvatore della patria, conteso da mezza Serie A. Da una parte le sirene stonate dell’ennesima minestra riscaldata a Napoli, dall’altra il fascino dei capitali e dell’organizzazione perfetta a Bergamo.
Tutti lo vogliono, ma dimenticano Lotito
Un valzer delle panchine che riempie di inchiostro le pagine dei giornali e infiamma l’immaginazione dei tifosi, tutti già pronti a srotolare il tappeto rosso per il profeta del calcio champagne, aggrappandosi alla narrazione del salvatore in tuta. C’è solo un minuscolo, quasi invisibile dettaglio che sfugge alla narrazione trionfalistica e romantica di queste ore: la realtà dei fatti.
Prima di fantasticare su tridenti, costruzione dal basso e tute in panchina al Maradona o al Gewiss Stadium, l’intellighenzia del nostro pallone dovrebbe fare i conti con la burocrazia di Formello. Claudio Lotito non è esattamente il tipo di presidente che lascia scappare i propri tesserati con una calorosa pacca sulla spalla, specialmente quando ballano un bel po’ di soldi.

Servono le dimissioni
È la solita schizofrenia del calciomercato italiano, dove i sogni si scontrano regolarmente con i vincoli contrattuali. Da un lato ci si lancia in voli pindarici: Tuttomercatoweb dà l’Atalanta già in rampa di lancio. Con Palladino ai saluti dopo un’annata altalenante, i bergamaschi avrebbero in mano Cristiano Giuntoli come nuovo ds, il quale avrebbe messo proprio il ritorno di Sarri al centro del villaggio. Si parla già di cifre e tempistiche, con la Dea pronta a mettere sul piatto un contratto lunghissimo, fino al 2029, pur di battere la concorrenza del Napoli (anch’esso ammaliato dal grande e illusorio ritorno).

Tutto bellissimo, tutto apparecchiato. Peccato per la doccia gelata servita da La Gazzetta dello Sport. La Rosea riporta tutti bruscamente sulla terra, ricordando che prima di firmare per Napoli o Atalanta, c’è da liberarsi dalla Lazio. E la Gazzetta cita le parole inequivocabili, e molto poco concilianti, del presidente Lotito: “Sarri ha un contratto con la Lazio. Va via? Chiedete a lui. Io so solo che ha un accordo in essere con noi con scadenza 2028”.
Il messaggio, in perfetto stile lotitiano, è cristallino: l’allenatore deve fare la prima mossa e rassegnare le dimissioni. Poi si aprirà il tavolo per una transazione economica, con la Lazio pronta a chiedere un risarcimento (verosimilmente la rinuncia a corpose mensilità) per liberarlo. Insomma, tutti lo vogliono, ma per averlo bisognerà prima sedersi al tavolo delle trattative con Lotito. Auguri.