Per ora i tennisti boicottano solo a chiacchiere: al Roland Garros parleranno un po’ meno
La montagna sindacale ha partorito un topolino: nel media day del venerdì faranno massimo 15 minuti di conferenza, tutto qui

Belarus' Aryna Sabalenka reacts after being defeated by Romania's Sorana Cirstea during the WTA Rome Open tennis tournament at Foro Italico in Rome on May 9, 2026. (Photo by Tiziana FABI / AFP)
Dalla sala stampa degli Internazionali avevano minacciato di boicottare il Roland Garros. Ora che al Roland Garros ci sono, dicono che boicotteranno un pochino le conferenze stampa. Tutta qua al momento la grande sommossa sindacale dei tennisti per vedersi riconosciuta una percentuale maggiore dei montepremi dagli Slam. Siamo dalle parte della montagna che partorisce il topolino.
Generalmente – spiega L’Equipe – il “Media Day” che precede l’inizio di un torneo Slam “è un venerdì caratterizzato da una lunga serie di conferenze stampa, di durata e livello di accuratezza variabili (e con domande pertinenti), che permettono ai giornalisti di tutto il mondo, giunti sul posto in uno dei quattro Major (Melbourne Park, Roland-Garros, Wimbledon, Flushing Meadows), di raccogliere impressioni e produrre gli articoli che daranno il via al torneo. L’aspetto sportivo, di solito, ha la precedenza. Ma questo venerdì, nell’ampio centro stampa dello stadio Roland-Garros, si respirerà probabilmente un’atmosfera piuttosto insolita”.

Parliamo un quarto d’ora e stop
La maggior parte dei migliori giocatori ha programmato di concludere le proprie apparizioni con i media del venerdì dopo esattamente quindici minuti, lasciando immediatamente il Centro Stampa e rifiutandosi di rilasciare ulteriori interviste a chiunque”.
La dirigenza del Roland-Garros e della Federtennis francese incontreranno venerdì pomeriggio alcuni degli agenti dei giocatori più importanti, onde evitare ulteriori manifestazioni di protesta. “Ci rammarichiamo per questa decisione dei giocatori, che penalizza tutti i soggetti coinvolti nel torneo: i media, le emittenti televisive, le squadre della federazione e l’intera famiglia del tennis”, hanno scritto in una nota.