Panatta sulla debacle di Sinner: “Mi auguro faccia controlli accurati, il tennis nasce dalle sconfitte”

Per la sconfitta al Roland Garros dell'altoatesino, l'ex tennista racconta sul CorSera la storia del Grand Slam e del fallimento di Jack Crawford nel 1934, il tennista australiano che soffriva d'asma.

Panatta sulla debacle di Sinner: “Mi auguro faccia controlli accurati, il tennis nasce dalle sconfitte”

Italy's Jannik Sinner tries to cool down during a break of play in his men's singles match against Argentina's Juan Manuel Cerundolo on day 5 of the French Open tennis tournament on Court Philippe-Chatrier at the Roland-Garros Complex in Paris on May 28, 2026. (Photo by ALAIN JOCARD / AFP)

Sinner sa che il tennis nasce dalle sconfitte

Sul Corriere della Sera, Adriano Panatta commenta la debacle di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo. L’altoatesino numero uno al mondo era avanti di due set a zero, il terzo sul 5-1, poi ha iniziato ad avvertire problemi fisici e ha perso il match, facendosi rimontare dall’argentino.

Scrive Adriano Panatta:

In fondo, la storia del Grand Slam nasce da un insospettabile fallimento. Jack Crawford lo chiamavano Gentleman Jack, australiano, e in campo era un vero signore. Giunse agli Us Open del 1934 con tre major vinti. Soffriva di asma, ricorreva spesso alle pillole che portava con sé, anche in campo. Agli Us Open, in vantaggio due set a uno su Fred Perry, chiese un bicchier d’acqua e gli servirono whisky, rassicurandolo che le pillole avrebbe avuto effetto immediato. Gli ultimi due set lo videro vagare per il campo. Il tennis nasce dalle sconfitte, ma credo che questo lo sappia anche un vincitore seriale come Sinner.

I problemi fisici non vanno presi sottogamba

Sicuramente le temperature francesi non hanno aiutato l’altoatesino, che ha iniziato il match a mezzogiorno, ma Sinner ha dichiarato che il caldo non ha inciso sulla sua sconfitta. E l’ex tennista si schiera dalla sua parte:

Sono d’accordo con Jannik, quando dice, che il caldo non c’entra. Mi auguro però che prenda sul serio la questione, molto sul serio, e voglia vederci chiaro fino in fondo. Servono controlli accurati, a tutto campo, in un tennis così niente può essere preso sottogamba. Mi sarebbe piaciuto premiarlo, ma le cadute di oggi saranno i buoni motivi di domani, per provarci e riprovarci.