Nazionale, Conte vuole troppi soldi. Mancini dice sì a due milioni
Complicata la pista Conte: la questione salariale è tutto tranne che secondaria. La Gazzetta: "Mancini accetterebbe il “minimo sindacale”: attorno ai due milioni. Cifra sostenibile."

Dc Napoli 24/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Cremonese / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Con Allegri al Napoli, cade il primo tassello di un domino di panchine che presto potrebbe infiammare questi giorni di preludio al calciomercato estivo. Eh sì, perché con il tecnico livornese accasatosi in azzurro, le scelte per la panchina della Nazionale iniziano a restringersi, con Conte e Mancini in un testa a testa per il ruolo di ct. Ne parla Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport.
I dubbi dell’Italia calcistica: Conte o Mancini?

Si legge sulla Gazzetta:
“Conte è il preferito, ma la questione salariale è tutto tranne che secondaria e il percorso di Mancini, da questa prospettiva, sarebbe più agevole. Oggi Mancini accetterebbe il “minimo sindacale” per un ct di una Nazionale decadente quanto si vuole, ma quattro volte campione mondiale: attorno ai due milioni. Cifra sostenibile.”
Ovviamente i dubbi rimangono, soprattutto su Mancini che in Arabia potrebbe aver perso un po’ di smalto. Certo c’è l’amicizia con Malagò, autorevole candidato alla presidenza della FIGC, ma, come si legge sulla Gazzetta, non si può fare troppo affidamento sull’amicizia per un ruolo così delicato.
Gli outsider

Claudio Ranieri/ foto Domenico Cippitelli/Image Sport
Ovviamente, ci sono anche i cosiddetti outsider da tenere in considerazione:
“Alle loro spalle insegue Claudio Ranieri: un anno fa, accettato l’incarico per il dopo Spalletti, l’ex tecnico giallorosso ebbe un ripensamento dopo ventiquattr’ore per l’incompatibilità con il ruolo di senior advisor nella Roma. La Figc dirottò allora su Gattuso. Ora è libero. Infine c’è la suggestione Pep Guardiola che però potrebbe dissolversi presto: sia per scelta di vita dello stesso tecnico ex City, sia per il suo stipendio monstre”
Tutto sarà più chiaro dopo il 22 giugno, data di elezione del nuovo presidente federale.