Napoli-Udinese, ancora fuori De Bruyne. Elmas dal 1′ con Alisson, l’Udinese risponde con Atta-Davis
Di nuovo De Bruyne in panchina come a Pisa, a dimostrazione che a questo Napoli ha dato poco. Spinazzola-Gutierrez unico ballottaggio, difesa a tre riconfermata

Mg Verona 28/02/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Napoli-Udinese, probabili formazioni. Il Napoli di Conte ha già centrato la meritata qualificazione alla prossima Champions League dopo il 3-0 al Pisa nella penultima giornata; ma per Antonio Conte questa partita resta comunque pesante, diremmo pure simbolica da un punto di vista di palmares. Vincere significherebbe blindare il secondo posto, chiudere il campionato alle spalle dell’Inter campione d’Italia e consegnare agli archivi una stagione complicata ma non certo fallimentare. Ricordiamo che Conte non è mai sceso sotto il secondo posto quando ha allenato in Italia. Da giorni il suo addio viene raccontato come sempre più probabile, con Sarri indicato da più parti come possibile successore e con altri profili sullo sfondo, da Grosso fino a Maresca (che però andrà al City).
Napoli-Udinese, le probabili formazioni: Elmas al posto di De Bruyne dal 1′ (Sky)
Di seguito le probabili formazioni:
NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Elmas, Alisson; Hojlund. All. Conte
UDINESE (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Atta, Karlstrom, Miller, Arizala; Buksa, Davis. All. Runjaic
Le scelte di formazione raccontano anche questa volontà di chiudere seriamente. Conte dovrebbe insistere sul 3-4-2-1, con Milinkovic-Savic in porta, Di Lorenzo, Rrahmani e Buongiorno in difesa, Politano e Spinazzola sulle corsie, Lobotka e McTominay in mezzo, Elmas e Alisson alle spalle di Hojlund. McTominay resta uno degli uomini simbolo della stagione, per peso, inserimenti e capacità di dare al centrocampo una dimensione diversa. Hojlund, dopo il gol al Pisa, ha definitivamente legato il suo nome alla qualificazione Champions e alla prospettiva di restare a titolo definitivo. Alisson, invece, rappresenta anche il Napoli che verrà.

L’Udinese arriva al Maradona senza il peso emotivo del Napoli. Runjaic dovrebbe rispondere con il 3-5-2: Okoye in porta, Kristensen, Kabasele e Solet in difesa, Ehizibue e Arizala sulle fasce, Karlstrom in regia con Atta e Miller ai lati, Buksa e Davis davanti. È una squadra fisica, verticale, che può creare fastidi proprio se il Napoli dovesse abbassare attenzione e ritmo. Atta è uno dei profili più interessanti: centrocampista dinamico, utile nelle transizioni, capace di portare energia e strappo. Davis, invece, è il riferimento offensivo più pericoloso: potenza, profondità, capacità di attaccare lo spazio e di far salire la squadra. Contro una difesa a tre come quella del Napoli, la sua partita sarà fatta di duelli.
De Bruyne fuori dal 1′, per Conte è di nuovo una scelta tecnica?
Kevin De Bruyne dovrebbe partire ancora una volta dalla panchina. Per la seconda partita consecutiva. E non è una semplice scelta tecnica, almeno non fino in fondo. In una stagione che sembrava costruita anche attorno al fascino del suo arrivo, chiudere senza De Bruyne dal primo minuto diventa inevitabilmente un altro simbolo. De Bruyne ha vissuto un’annata fallimentare a Napoli, infortunio a parte.
Conte, evidentemente, in questo finale si affida più agli equilibri che ai nomi. De Bruyne, invece, resta un giocatore che chiede centralità tecnica, libertà, palla, ritmo cucito addosso. Cosa che il Napoli ha fino a un certo punto e pure quando ha avuto, il belga non ha inciso. Prima la gara della qualificazione Champions, poi quella che può blindare il secondo posto. Due esclusioni. Se davvero questa sarà l’ultima partita di Conte sulla panchina del Napoli, l’immagine di De Bruyne fuori dall’undici titolare finirà per raccontare molto della stagione e del loro rapporto tecnico. O almeno così crediamo.