Veleni e bugie su Conte, il Napoli è rimasto in silenzio

Su Repubblica. "Tanti veleni, qualche bugia, falsi messaggi trasmessi alla piazza su quello che accadeva a Castel Volturno. De Laurentiis non ha mai battuto ciglio e di solito chi tace acconsente".

Veleni e bugie su Conte, il Napoli è rimasto in silenzio

Cm Como 02/05/2026 - campionato di calcio serie A / Como-Napoli / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Antonio Conte

Antonio Conte e il suo possibile successore sono i temi più caldi della settimana. È il bilancio emotivo e politico di un biennio che ha riportato il Napoli in alto, ma che sembra chiudersi con la stessa intensità con cui era cominciato, con la sensazione che qualcosa si sia rotto proprio mentre il risultato sportivo restava comunque importante. Conte è arrivato a Napoli dopo il decimo posto post-scudetto, quando il club sembrava sgonfio, sfibrato, quasi incapace di ritrovare una direzione. In due anni ha rimesso ordine, ha restituito competitività, ha vinto uno scudetto e ha riportato la squadra in Champions League. Non è poco, anzi, è tanto (nonostante le critiche lunari dell’ambiente Napoli).

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Conte misura le stagioni con la forza del progetto

Le sue ultime parole hanno avuto il sapore dei titoli di coda. Dopo la qualificazione Champions, il tecnico ha spiegato che De Laurentiis conosce già da un mese il suo pensiero, “le cose positive e quelle che mi sono piaciute meno”, aggiungendo di essere comunque grato al presidente per avergli dato la possibilità di allenare e vincere a Napoli, “un posto dove vincere è come farlo dieci volte in un altro club”. Sono frasi apparentemente eleganti, ma nella grammatica contiana sono quasi definitive. Ormai lo si conosce.

Il punto è che Conte non misura mai le stagioni soltanto con la classifica. Le misura con la percezione della forza reale del progetto. E qui nasce la frattura. Lo spiega Repubblica tramite Marco Azzi. Per restare, avrebbe voluto garanzie forti: mercato adeguato, chiarezza sugli obiettivi, un club pronto ad accompagnare la sua ambizione. Repubblica Napoli scrive oggi che Conte lascia “da vincitore e con tanti rimpianti”.

Repubblica e i veleni di Conte: lascia Napoli con rimpianti e dopo troppe pressioni

Conte è un allenatore che pretende controllo, presenza, allineamento totale; De Laurentiis è un presidente che non ama consegnare le chiavi del club a nessuno. Si sono scelti perché avevano bisogno l’uno dell’altro: il Napoli aveva bisogno di un tecnico capace di riportare disciplina e ferocia, Conte aveva bisogno di una piazza emotiva dove riaccendere la propria grandezza. Quindi semplicemente si sono trovati al momento giusto.

Si legge così su Repubblica:

“Conte lascia da vincitore e con tanti rimpianti, perché gli sarebbe piaciuto portare a termine fino in fondo il suo mandato triennale. Non si può restare però in Paradiso a dispetto dei santi o nella circostanza dei “diavoli”: visto che le pressioni che hanno allontanato il tecnico leccese da Napoli non sono partite solo dall’esterno.

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Tanti veleni, qualche bugia, falsi messaggi trasmessi alla piazza su quello che accadeva a Castel Volturno. De Laurentiis non ha mai battuto ciglio e di solito chi tace acconsente. Oppure non trova il modo di opporsi, come il presidente sta invece facendo con gli investitori Usa”.

Adesso il Napoli deve decidere cosa vuole essere dopo Conte. Maurizio Sarri è stato un nome da storytelling, neanche i tifosi erano così entusiasti. Allegri ovviamente è blindato dal Milan. Ora in pole position pare esserci Italiano, e poi Grosso. Conte, comunque vada, lascia un’eredità pesante. Lascia una squadra tornata competitiva, che però deve continuare il suo processo di stabilizzazione a quei livelli (ricordiamo che il Napoli negli ultimi 17 anni è stata 11 anni in Champions e 6 in Europa League). E comunque il paradosso è tutto qui: Conte potrebbe andare via dopo aver fatto esattamente ciò per cui era stato chiamato.