Lang: “Conte mi ha voluto, poi però abbiamo giocato con un sistema senza esterni offensivi”

A Elf Voetbal: "A volte capita che le cose non funzionino. Non ero abituato alla preparazione in montagna, dove siamo stati 5 giorni senza toccare un pallone. Ma è stato formativo, a volte le cose vanno come devono andare"

Lang: “Conte mi ha voluto, poi però abbiamo giocato con un sistema senza esterni offensivi”

Galatasaray's Dutch forward #77 Noa Lang celebrates scoring his team's second goal during the UEFA Champions League, knockout round play-off 1st leg, football match between Galatasaray SK and Juventus FC at the Rams Park in Istanbul on February 17, 2026. OZAN KOSE / AFP

Noa Lang, ala di proprietà del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista al magazine olandese Elf Voetbal di cui possiamo leggere un significativo estratto. Si può in qualche modo affermare che la sua stagione sia stata spezzata in due. Nata come grande scommessa tecnica del Napoli, finita come operazione di sopravvivenza personale al Galatasaray. Il dato complessivo dice già molto: tra Napoli e Turchia, Lang ha giocato tanto, ma ha inciso poco rispetto al nome, al costo e alle aspettative con cui era arrivato in Italia. Il Napoli lo aveva acquistato dal Psv nell’estate 2025 per una cifra importante, intorno ai 28 milioni. Invece la sua esperienza azzurra è durata appena sei mesi: 27 presenze complessive, un solo gol e due assist, prima del prestito al Galatasaray a gennaio.

Il problema, come ha spiegato lo stesso Lang a Elf Voetbal, è stato soprattutto tattico. Non è arrivato in un Napoli disegnato per esaltare un esterno offensivo puro. Conte lo aveva voluto, e Lang lo riconosce: quando un allenatore di quel livello ti chiama, ci vai. Il prestito al Galatasaray nasce dunque da una necessità chiarissima: giocare di più per arrivare al Mondiale con l’Olanda. Il club turco lo ha preso a gennaio in prestito oneroso da 2 milioni, con opzione di acquisto non obbligatoria fissata a 30 milioni.

Lang: “Con Conte non abbiamo visto il pallone per 5 giorni…”

Perché hai scelto il Galatasaray?

“Ho scelto il Galatasaray pensando al Mondiale. Per voi è impossibile immaginare quanto sia grande questo club”.

Perché al Napoli non ha funzionato?

“A volte capita che le cose non funzionino. Fin dal primo momento non ha funzionato. Apprezzo ancora moltissimo gli sforzi fatti dall’allenatore, Antonio Conte, per portarmi lì. Se un allenatore così grande ti vuole, ci vai. Ma a volte le cose vanno come devono andare. Fin dall’inizio abbiamo giocato con un sistema senza esterni offensivi. Per questo ho dovuto ricoprire un ruolo diverso da quello a cui ero abituato da tutta la vita. Mi si addiceva meno”.

Ti sei pentito di essere andato al Napoli?

“Non mi pento assolutamente della mia scelta. Ho vissuto sei mesi molto formativi. Già solo la preparazione in montagna. Ero abituato ad allenamenti con piccoli tornei, partitelle cinque contro cinque, conclusioni in porta, divertimento. Al Napoli non abbiamo visto il pallone per cinque giorni. Ogni giorno allenamenti durissimi. Per questo mi sentivo pronto a ogni partita, perché ero in forma perfetta”.

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Perché a gennaio hai deciso di andare via?

“Ho vissuto anche bei momenti e considero il Napoli un grande club, ma in inverno dovevo guardare oltre. Voglio andare al Mondiale. E allora il minutaggio è importante. Ho informato il commissario tecnico, Ronald Koeman, della mia decisione di andare al Galatasaray. Lui era pienamente d’accordo, conosceva il club e aveva visto alcune partite lì. Mi aveva già avvertito che il club era più grande di quanto mi aspettassi”.

Koeman ti ha appoggiato nella scelta?

“Quella reazione mi ha fatto piacere. Ora ho 26 anni e voglio vivere un secondo Mondiale. Mi fa bene sapere che il commissario tecnico ha fiducia in me. Altrimenti non mi convocherebbe ogni volta. Per esempio anche nel periodo in cui al Napoli giocavo meno spesso. Ho parlato parecchio del mio trasferimento anche con il mio amico Brian Brobbey”.

Lang non è stato brillante nemmeno in Turchia

Con il Galatasaray ha messo insieme 18 presenze complessive e 2 gol, entrambi in Champions League. In campionato, invece, il rendimento realizzativo è rimasto basso: 12 presenze in Süper Lig e nessun gol. In Europa il dato ufficiale Uefa parla di 10 partite stagionali di Champions, 501 minuti, 2 reti e 0 assist.

La sua vera grande notte è stata quella contro la Juventus, quando ha segnato due gol in Champions e ha dato l’impressione di poter finalmente accendere il suo prestito turco. Poi però è arrivato anche l’incidente al pollice contro il Liverpool ad Anfield, un episodio pesante che gli ha condizionato la continuità e che ha aggiunto un’altra complicazione a una stagione già poco lineare. Il Galatasaray ha comunque vinto il campionato turco, e quindi Lang chiude l’anno con un titolo in bacheca. Ma resta una stagione ambigua: non fallimentare in senso assoluto, perché ha giocato, ha cambiato ambiente, ha vinto, ha ritrovato un contesto emotivamente più vicino al suo modo di intendere il calcio; ma nemmeno davvero riuscita secondo il suo sedicente talento. La domanda vera è questa: il Napoli considera Lang un errore da monetizzare oppure un patrimonio da recuperare?