La Gazzetta spinge per il Conte-bis in Nazionale, e ricorda il miracolo degli Europei 2016
Nessuno meglio di lui per riportarci al Mondiale. Dunque Conte dovrebbe resistere un quadriennio, e non l'ha mai fatto

Mg Tolosa (Francia) 17/06/2016 - Euro 2016 / Italia-Svezia / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Martin Eder-Antonio Conte
Nei desiderata che la Gazzetta dello Sport in questi giorni sta palesando, dopo Allegri al Napoli c’è un contestuale Antonio Conte-bis in Nazionale. E’ un endorsement ben argomentato, con qualche crepa di dubbio, perfetto per dare anche una risposta al mistero di questi giorni: acclarato ormai che Conte lascerà il Napoli, che farà poi?
La risposta della Gazzetta è dunque la Nazionale, con qualche distinguo. Ma è una causa che viene perorata partendo da un ricordo che molti di noi hanno divelto dalla memoria. Ve la ricordate la formazione dell’Italia con cui Conte arrivò ai quarti degli Europei 2016, perdendo solo ai rigori con la Germania campione del mondo? Buffon in porta, difesa Barzagli-Bonucci-Chiellini, ma poi a centrocampo Florenzi, Sturaro, Parolo, Giaccherini e De Sciglio, in attacco Pellé ed Eder. La pelle d’oca. Il silligismo è presto fatto: serve lui, Conte, per riportarci al Mondiale dopo tre qualificazioni mancate.

Malagò pensaci tu
“Se Giovanni Malagò, probabile nuovo presidente della federcalcio, affidasse la Nazionale ad Antonio Conte, in questi giorni e a un passo dall’addio al Napoli, chi potrebbe contestarne la scelta?”, si chiede la Gazzetta.
Quell’Italia di cui sopra “ruppe il muro dei propri limiti – continua la Gazzetta – e resse l’urto con avversari più forti, anche perché, al di là della bravura del ct come allenatore, Conte sapeva trasmettere ai giocatori il senso di appartenenza alla Nazionale, li responsabilizzava sulla maglia senza appesantirli né impaurirli. Usava l’azzurro come carburante. In un momento tanto triste, è difficile trovare una figura migliore per l’ennesima ricostruzione. Pep Guardiola creerebbe un entusiasmo enorme, ma il suo calcio ha bisogno di allenamenti quotidiani e probabilmente a Coverciano si diluirebbe. Roberto Mancini ha vinto l’Europeo del 2021, poi ha macchiato l’impresa con la fuga in Arabia a Ferragosto 2023, uno stigma. Porte spalancate al Conte-bis, a patto che non si fermi all’Europeo del 2028, che si ponga come traguardo il Mondiale del 2030, che chiuda il cerchio maledetto delle non qualificazioni alla competizione più importante”.
Ma due anni son pochi
Eccolo il dubbio: la maledizione del terzo anno. Conte esaurisce i suoi cicli solitamente in un biennio. E’ stato per tre anni alla Juve, tra il 2011 e il 2014. Poi basta. Italia (2014-2016), Chelsea (2016-2018), Inter (2019-2021), Tottenham (2021-2023), Napoli (2024-2026). E’ la vecchia storia dell’allenatore che logora chi ce l’ha. E “l’Italia non può permettersi un mandato breve, ha bisogno di un Conte quadriennale. L’obiettivo è gigantesco e, se centrato, lascerà traccia nella storia: riportare l’Italia al Mondiale, dopo tre missioni fallite. Nel caso, sarà come vincerlo, il Mondiale. Conte 2030 conviene a tutti, anche a lui. Se ci riporterà dove stavamo, sarà ricordato come un padre della patria calcistica”.